Il 4 settembre 1998 due dottorandi di Stanford, Larry Page e Sergey Brin, depositano i documenti per fondare ufficialmente un’azienda con un obiettivo tutt’altro che modesto: organizzare il web. Il progetto si chiamava inizialmente BackRub (non esattamente un nome da colosso miliardario!) e nasce come tesi di ricerca universitaria. Il nome “Google” arriva poco dopo, da un errore di battitura di “googol”, il numero 1 seguito da 100 zeri: un modo (decisamente ambizioso) per rappresentare la quantità infinita di informazioni che i due volevano rendere accessibili. Tutto parte da un garage preso in affitto a Menlo Park e da un assegno da 100.000 dollari di un investitore che ci aveva creduto.
Ventotto anni dopo, quell’idea nata tra i banchi universitari è diventata l’ecosistema digitale che (quasi) tutti usiamo ogni giorno e… visto che settembre è il mese in cui si riparte, tra lezioni, tesi e progetti di lavoro, ecco qualche strumento firmato Google che può tornarti utile, che tu sia una matricola, un/una laureando/a o un/una freelance in coworking:
- Google Scholar: il motore di ricerca pensato per la letteratura accademica; utile se devi impostare una ricerca bibliografica seria senza perderti tra risultati generici
- NotebookLM: probabilmente lo strumento più sottovalutato del momento. Carichi i tuoi materiali (PDF, appunti, slide, anche video YouTube) e ci “conversi” sopra: fai domande in linguaggio naturale e ottieni risposte con la citazione precisa della fonte, invece di rischiare risposte inventate. Genera anche un podcast audio in cui due voci AI discutono i contenuti dei tuoi documenti in modo naturale (comodo per ripassare mentre sei in palestra o sui mezzi). Perfetto se devi preparare un esame con più fonti o mettere ordine nei materiali della tua tesi.
- Nano Banana Pro: il modello di generazione e modifica immagini di Google, capace di creare visual con testo leggibile e dettagli precisi. Trasforma appunti scritti a mano in diagrammi, crea infografiche o mockup di prodotto: utile se devi preparare presentazioni di studio o materiali visivi per un progetto freelance.
- Gemini Gems: permette di crearti un assistente AI personalizzato per un compito specifico che ripeti spesso, così non devi riscrivere ogni volta le stesse istruzioni. Un “Gem” che ti aiuta sempre a riassumere articoli nello stesso formato o a impostare le mail di lavoro con lo stesso tono. Comodo se lavori in autonomia e vuoi automatizzare piccoli flussi ripetitivi.
- Google Opal: la chicca meno conosciuta! Uno strumento sperimentale di “vibe coding” che trasforma una descrizione a parole in una mini app funzionante, senza scrivere una riga di codice. Se hai un’idea di piccolo progetto digitale ma non sai programmare, è un buon modo per vederla prendere forma in pochi minuti.
Che tu li usi per studiare o per organizzare la tua attività da freelance, questi strumenti hanno un denominatore comune: funzionano meglio se hai uno spazio e un tempo dedicato per usarli.
…e se quello spazio non ce l’hai ancora, sai dove trovarci 😉


