A Bautopia 7, la conferenza annuale della European Creative Hubs Network, Comincenter ha portato l’esperienza del Festival delle Opportunità e una proposta alla rete europea: costruire insieme nuove occasioni di partecipazione, collaborazione e sviluppo per le comunità.
Per Comincenter, ritornare ad Atene e partecipare a Bautopia 7, l’incontro annuale della European Creative Hubs Network (ECHN) è una tappa fondamentale.
Nel 2019, proprio nella capitale greca, Comincenter era tra i circa 50 hub creativi europei che contribuirono alla nascita della rete. Sette anni dopo, ECHN riunisce oltre 400 hub: organizzazioni differenti per dimensioni, linguaggi, territori e comunità di riferimento, ma accomunate dalla convinzione che cultura e creatività possano rappresentare leve concrete di sviluppo e trasformazione sociale.
Un mosaico europeo straordinario, la cui ricchezza non deriva dall’uniformità dei suoi elementi, ma proprio dalle loro differenze.
Tornare ad Atene, questa volta per raccontare il Festival delle Opportunità e invitare gli altri hub a contribuire alla sua prossima edizione, ha significato aggiungere un nuovo tassello a quel mosaico.
Quando una porta aperta non basta
«Quando parliamo di opportunità, spesso immaginiamo una porta aperta. Ma una porta aperta non è davvero un’opportunità se non sai che esiste, se non ti senti invitato a entrare o se non hai gli strumenti, la fiducia e le relazioni necessarie per attraversarla».
È da questa riflessione che è partito l’intervento di Manuela Stefanelli, in rappresentanza di Comincenter e Universosud, dedicato al tema “From Opportunities to Agency. How creative hubs can become agents of change”.
Una domanda che accompagna da anni il lavoro di Comincenter e che ha trovato una delle sue espressioni più significative nel Festival delle Opportunità.
Nato nel percorso di ascolto e partecipazione che ha accompagnato la candidatura di Potenza a Città Italiana dei Giovani 2024, il Festival è diventato negli anni uno spazio di incontro e progettazione condivisa tra giovani, istituzioni, università, imprese, associazioni e comunità.
Tre edizioni che hanno progressivamente ampliato il significato stesso della parola opportunità.
Perché un’opportunità non coincide necessariamente con qualcosa che viene offerto. La sua esistenza, da sola, non garantisce che qualcuno possa realmente coglierla.
Occorre che sia conosciuta, compresa, accessibile. Che le persone possano scegliere liberamente se attraversare quella porta e trovare, lungo il percorso, relazioni, strumenti e condizioni che rendano possibile agire.
Ed è proprio qui che gli hub creativi e culturali possono fare la differenza.









Gli hub come infrastrutture connettive
Comincenter opera da 15 anni in Basilicata, nei territori di Potenza e Matera, costruendo connessioni tra università, imprese, istituzioni, professionisti e comunità.
Negli ultimi dieci anni ha coinvolto oltre 7.700 utenti, formato 1.346 persone attraverso 96 corsi, organizzato 75 Career Day, contribuito all’attivazione di 108 posizioni lavorative e accompagnato lo sviluppo di oltre 50 startup.
Numeri che raccontano una parte importante del lavoro svolto, ma che non ne esauriscono il significato.
Il valore di un hub, infatti, non risiede soltanto nei servizi che offre o nelle attività che organizza. Risiede anche nella posizione che occupa all’interno di un ecosistema.
Gli hub sono abbastanza vicini alle comunità da comprenderne linguaggi, bisogni e aspirazioni, ma sufficientemente connessi a istituzioni, imprese e reti internazionali da poter contribuire ad attivare risorse, relazioni e processi.
Sono, in questo senso, infrastrutture connettive.
Luoghi nei quali persone che normalmente non si incontrerebbero possono conoscersi, linguaggi differenti possono trovare una traduzione comune e le idee possono diventare relazioni, le relazioni progetti e i progetti cambiamento.
Durante Bautopia, Comincenter ha condiviso una convinzione maturata attraverso questa esperienza: gli hub creativi possono diventare agenti del cambiamento non perché producano il cambiamento al posto delle proprie comunità, ma perché contribuiscono a creare le condizioni affinché siano le comunità stesse ad agire.
Dalle opportunità all’agency: l’esperienza della Summer School
Questo passaggio è al centro del concetto di agency: la capacità di immaginare alternative, compiere scelte, mobilitare risorse e agire insieme agli altri.
Non si tratta dell’ennesima declinazione dell’idea secondo cui, volendo davvero qualcosa, sia sempre possibile ottenerla.
Le persone possono avere talento, idee, competenze ed energia, ma incontrare ostacoli che non dipendono dalla loro volontà: mancanza di risorse economiche, informazioni, infrastrutture, relazioni o accesso ai processi decisionali.
Per questo, il compito di un hub non è soltanto incoraggiare le persone a mettersi in gioco, ma interrogarsi sulle condizioni che permettono loro di farlo.
Quali connessioni mancano? Quali risorse possiamo attivare? Quali ostacoli possiamo contribuire a rimuovere? Quali porte possiamo aiutare ad aprire?
È l’approccio che Comincenter ha sperimentato durante la Summer School del Festival delle Opportunità, realizzata nel settembre 2026 in Calabria, coinvolgendo giovani tra i 18 e i 30 anni.
L’obiettivo non era semplicemente raccogliere opinioni su ciò che il Festival 2027 avrebbe dovuto offrire, ma creare le condizioni affinché i partecipanti potessero contribuire direttamente alla sua progettazione.
Attraverso giochi, strumenti visuali, discussioni collettive e attività di co-design, i partecipanti hanno lavorato per trasformare bisogni e aspirazioni in proposte, priorità e possibili azioni.
Uno degli strumenti utilizzati, l’Agency Map, ha permesso di distribuire azioni e responsabilità tra quattro livelli: Io, Noi, La rete, Le istituzioni.
Un esercizio costruito intorno a due domande fondamentali: dove può cominciare qualcosa senza aspettare che cambi l’intero sistema? E cosa sarebbe ingiusto aspettarsi che i singoli risolvano soltanto attraverso la propria buona volontà?
I risultati hanno restituito un quadro interessante.
Su una scala da 1 a 10, i partecipanti hanno valutato la propria capacità di coinvolgere altre persone con un punteggio medio di 8,2 e quella di creare connessioni utili con 7,6. La capacità percepita di attivare le proprie risorse, invece, si è fermata a 6,6.
Una distanza che suggerisce la presenza di un’energia relazionale importante, non sempre accompagnata dalla stessa disponibilità di strumenti e risorse per trasformarla in azione.
È proprio in questo passaggio, dall’energia relazionale alla capacità operativa, che un hub può esprimere una parte fondamentale del proprio valore.
La Summer School ha inoltre prodotto 59 contributi per immaginare il futuro Festival. E quando è stato chiesto ai partecipanti in quale ambito avrebbero voluto impegnarsi personalmente, il 62,5% ha indicato le relazioni territoriali e l’accoglienza degli altri partecipanti.
Non soltanto il desiderio di ricevere opportunità, dunque, ma anche quello di contribuire a renderle accessibili ad altre persone.
Un risultato che apre una prospettiva interessante: le comunità non chiedono necessariamente che qualcuno costruisca il futuro per loro. Chiedono anche di poter partecipare alla sua costruzione.
Da Atene, un invito agli hub europei
È da questa esperienza che nasce la proposta presentata a Bautopia 7.
Nel febbraio 2027 il Festival delle Opportunità proseguirà il proprio percorso con una Winter School, pensata per trasformare gli spunti raccolti durante la Summer School in metodi, prototipi e proposte operative.
A giugno 2027 tornerà il Festival, con una nuova edizione che Comincenter intende aprire anche alla collaborazione con gli hub creativi e culturali europei.
L’invito rivolto alla rete ECHN non è quello di partecipare semplicemente come ospiti o partner di un evento già progettato.
È un invito a diventare co-designer di una parte del Festival.
Ogni hub potrebbe contribuire portando una domanda emersa dalla propria comunità, una sfida territoriale, un metodo di lavoro, una pratica artistica o un’esperienza di innovazione sociale.
Alcune attività potrebbero trovare spazio direttamente nel programma del Festival. Altre potrebbero svilupparsi nei mesi precedenti, attraverso laboratori, scambi, percorsi di ricerca e sperimentazioni nei diversi territori europei.
Un processo capace di collegare comunità differenti, creando occasioni di apprendimento reciproco e nuove possibilità di collaborazione.
Perché il potenziale di una rete europea di hub creativi non risiede soltanto nel fatto che le organizzazioni siano connesse tra loro.
Risiede nella possibilità che, attraverso quelle organizzazioni, possano connettersi anche le comunità.
Il valore generativo delle opportunità
L’esperienza di Atene ha rappresentato per Comincenter un’occasione per condividere il proprio percorso, confrontarlo con pratiche e visioni provenienti da altri territori europei e aprire nuove possibilità di collaborazione.
Ma anche per tornare a interrogarsi sul significato più profondo del lavoro degli hub.
Perché il valore di un’organizzazione non si misura soltanto dalle opportunità che riesce a generare nell’immediato, ma anche da ciò che quelle opportunità rendono possibile nel tempo.
Una relazione che diventa collaborazione. Una competenza che si trasforma in progetto. Un incontro che dà origine a un’impresa. Un’esperienza che permette a qualcuno di accompagnare, a sua volta, il percorso di qualcun altro.
È in questa capacità di moltiplicare possibilità che un hub può diventare un’infrastruttura generativa.
E forse è proprio questo il significato più interessante del ritorno ad Atene, sette anni dopo la nascita della European Creative Hubs Network.
Nel 2019, cinquanta organizzazioni scelsero di costruire una rete. Oggi quella rete ne comprende oltre quattrocento e continua a creare connessioni tra territori, persone e idee.
Un’opportunità iniziale che, attraversata insieme, ha contribuito ad aprire molte altre porte.
Perché, in fondo, il vero valore di un’opportunità non è soltanto ciò che permette di realizzare a chi la riceve, ma quante altre possibilità riesce a lasciare aperte dopo di sé.


