Parità Generativa, al Comincenter si è conclusa la Winter School del Festival delle Opportunità

Ci sono momenti in cui le parole smettono di essere slogan e tornano a essere strumenti. Succede quando le persone si fermano, si guardano negli occhi e provano davvero a immaginare il futuro. È quello che è accaduto al Comincenter dell’Università degli Studi della Basilicata, dove per tre giorni la Winter School “Parità Generativa”, promossa dal Festival delle Opportunità in partnership con la Commissione Regionale Pari Opportunità della Basilicata, ha trasformato un luogo di lavoro in un laboratorio di pensiero.

Una di quelle situazioni in cui si entra con delle domande e si esce con altre domande ancora più grandi — ma anche con qualche strumento in più per provare a rispondere.

Parità generativa

La Winter School nasce da una convinzione semplice e radicale: la parità non è una questione retorica. È una questione di infrastruttura sociale. Riguarda il modo in cui progettiamo il lavoro, l’educazione, la leadership, le comunità.

Per questo il titolo scelto — Parità Generativa — non parla di quote o di contrapposizioni, ma di capacità di generare futuro.

Per tre giorni studenti, giovani professionisti, ricercatori e partecipanti arrivati anche da altre regioni italiane hanno lavorato insieme in un percorso di confronto e progettazione. Una partecipazione ampia e sorprendentemente eterogenea che conferma quanto il dibattito sulle politiche di genere sia oggi intrecciato con un tema molto più grande: l’innovazione sociale dei territori.

Perché parlare di parità significa, in fondo, parlare di come vogliamo abitare il nostro tempo. E il tempo, come spesso accade nei luoghi di innovazione, al Comincenter si misura in idee.

Il Pitch

Il momento più intenso della Winter School è arrivato nell’ultima giornata con la sessione “Pitch – Giovani che generano futuro”. Non una semplice restituzione dei lavori, ma una vera presentazione pubblica delle proposte elaborate nei laboratori di co-design.

I gruppi di lavoro hanno portato sul palco visioni, prototipi e scenari. Progetti concreti pensati per una Basilicata che non vuole limitarsi a inseguire il cambiamento, ma desidera diventarne laboratorio. Le proposte hanno spaziato dall’inclusione lavorativa al superamento degli stereotipi culturali, dall’educazione alle competenze relazionali fino alla costruzione di nuovi modelli di leadership territoriale. Un mosaico di idee che parte da una domanda comune: come trasformare le fragilità in opportunità di crescita?

I progetti sono stati presentati alla CRPO Basilicata, alla Regione Basilicata e ai partner del Festival delle Opportunità, in un dialogo diretto tra giovani progettisti e istituzioni. Un passaggio non simbolico, ma profondamente politico nel senso più alto del termine: riportare la progettazione del futuro dentro una dimensione collettiva.

“La Winter School nasce per superare l’approccio meramente formale alle politiche di genere” — ha dichiarato Vittoria Rotunno, presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità della Basilicata — “Vogliamo una parità capace di produrre un impatto concreto su impresa, comunità e leadership”.

Parole che segnano un cambio di prospettiva importante.
La parità non come adempimento normativo, ma come leva di sviluppo.

Un concetto ripreso anche da Antonio Candela, Amministratore Delegato di ConUnibas, che ha sottolineato il valore simbolico di questa iniziativa all’interno del percorso del Festival.

“I temi della parità e delle pari opportunità danno il via alla terza edizione del Festival delle Opportunità, in programma il 3, 4 e 5 giugno 2026” — ha evidenziato — “un’edizione che esplorerà il concetto del tempo: il tempo di darsi del tempo per riflettere e ragionare. Da questo siamo partiti in questa tre giorni, in cui i nostri ragazzi si sono interrogati su questi temi e hanno lavorato in sinergia cercando di dare una risposta alle loro fragilità”.

E forse è proprio qui la parola chiave di questa esperienza: tempo, il tema del Festival delle opportunità 2026

In un’epoca che sembra chiedere continuamente velocità, la Winter School ha scelto un gesto quasi controculturale: rallentare per pensare meglio. E pensare insieme. Alla fine dei lavori non sono rimasti solo documenti o slide. È rimasta soprattutto una sensazione diffusa tra i partecipanti: quella di aver preso parte a qualcosa che non riguarda soltanto il tema della parità di genere, ma la qualità stessa della democrazia territoriale. Perché una società diventa davvero innovativa quando smette di chiedersi chi ha il potere e inizia a domandarsi come il potere può generare possibilità per tutti.

La Winter School “Parità Generativa” si chiude così, con un piccolo paradosso.

È stata una scuola d’inverno.
Ma ha parlato continuamente di primavera.

La primavera delle idee.
La primavera dei territori che scelgono di non rassegnarsi.
La primavera di una generazione che non chiede soltanto spazio, ma si prende la responsabilità di progettare il futuro.

E, a giudicare dall’energia che si respirava nelle stanze del Comincenter, questo futuro ha già iniziato a prendere forma.

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