Sopravvivere al Blue Monday: musica, film e passatempi

Il Blue Monday arriva ogni anno come un ospite indesiderato: il terzo lunedì di gennaio, quello che secondo una vecchia teoria sarebbe “il giorno più triste dell’anno”.
Colpa del freddo, del portafoglio un po’ vuoto dopo le feste, del ritorno alla solita routine… insomma, un mix letale per l’umore.

In realtà, non esiste nessuna formula che calcoli la tristezza, ma ammettiamolo, gennaio è un mese strano per tutti.
E allora, invece di lasciarci trascinare dalla malinconia, possiamo riempirla di sfumature diverse, quelle che ci fanno stare bene: musica, film e aperitivi.
Un piccolo “kit di sopravvivenza” contro la malinconia invernale.

Mattina: le canzoni che accendono la giornata

La sveglia suona, fuori è ancora buio, e tu pensi: “No, oggi proprio no”. E invece sì, con la colonna sonora giusta.

Appena apro il computer, la mia prima arma è la musica. Qualcosa che mi faccia muovere anche solo un piede sotto la scrivania. Tipo “Dog Days Are Over” dei Florence + The Machine o “Good as Hell” di Lizzo. E se serve un po’ di nostalgia, metto su “Here Comes the Sun” dei Beatles: funziona sempre.

Non serve un genere preciso: serve un ritmo che ti riporti al tuo centro.

Pomeriggio: piccole pause e gesti che contano

Arriva il momento in cui la giornata sembra pesare di più. E lì serve una pausa vera, non scrollare su TikTok, ma staccare sul serio.

Fatti un caffè o un tè caldo, ma anche uno Spritz, magari con qualcuno con cui ti piace parlare, dedica un’oretta a qualcosa che ti fa stare bene: disegna, leggi, scrivi, cucina.

A volte basta poco per ricordarsi che la vita non è solo “produrre” ma anche respirare.
E se lavori o studi al Comincenter, una chiacchierata con noi può valere come una mini terapia di gruppo.

Sera: film, serie o cinema? Scegli il tuo comfort mode

Sta sera ce la prendiamo con calma.
C’è chi preferisce rintanarsi sotto la coperta con una serie e chi, invece, ha voglia di uscire e andare al cinema. Entrambe le opzioni vanno benissimo.

Se resti a casa punta su qualcosa di leggero ma confortante: “Emily in Paris” per una dose di spensieratezza, “The Good Place” se ti va di riflettere ridendo, o “Ted Lasso” per un po’ di ottimismo genuino.

E se vuoi un film da divano, “Little Miss Sunshine” è la coccola perfetta: ti ricorda che anche nei giorni no si può ridere di cuore.

Ma anche una serata al cinema può servire ad alleggerire la malinconia, perdersi nelle storie e farsi prendere dalle emozioni. A volte uscire, respirare l’aria fredda della sera e sedersi davanti a uno schermo grande può davvero rimetterti in pace col mondo.

Ma perché proprio il blu?

Alla fine, il Blue Monday è solo un lunedì come tanti, a cui qualcuno ha deciso di dare un’etichetta malinconica.
Ma perché proprio blu?

L’associazione tra il blu e la tristezza arriva da lontano. Una delle tante teorie è quella che spiega il motivo dell’espressione inglese “feeling blue” (sentirsi giù), e pare che l’origine sia legata a una vecchia tradizione marinaresca: quando una nave perdeva un ufficiale, issava bandiere blu e dipingeva una linea blu lungo lo scafo in segno di lutto. Col tempo, quel colore ha iniziato a rappresentare la malinconia, la mancanza, la nostalgia.

A pensarci bene, il blu non è stato sempre un colore triste, anzi, per secoli è stato uno dei pigmenti più preziosi: il blu del lapislazzulo, quello che gli artisti usavano per il cielo o per i manti sacri, valeva più dell’oro.

Forse allora il “Blue Monday” non è un giorno da evitare, ma da guardare con occhi nuovi.
Il blu può essere malinconia, sì, ma anche riflessione, bellezza e rinascita.

Basta un po’ di musica al mattino, una chiacchierata al pomeriggio e un buon film la sera per scoprire che, dopotutto, non è poi così male, è solo un lunedì con più sfumature del solito.

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