Agosto, caldo, mare, l’ufficio HR che risponde con l’auto-reply “rientro a settembre”. È facile pensare che da qui a fine mese la ricerca di lavoro sia sospesa. In parte è vero: molte selezioni rallentano, i colloqui si diradano, le aziende sono in modalità “stand-by”. Ma è anche il momento più sottovalutato per prepararsi sul serio, senza la pressione della scadenza che a settembre invece torna puntuale.
Ok tranquillo/a. Non ti stiamo consigliando di trascorrere le vacanze a scrivere lettere di presentazione, ma di usare i tempi morti (un pomeriggio piovoso, un viaggio in treno, la sera dopo cena), per fare quel lavoro di fondo che durante l’anno accademico o lavorativo non trovi mai il tempo di fare.
Ecco un percorso in quattro tappe.
1.Prima di cercare, chiediti cosa vuoi (o non vuoi)
La domanda più scomoda, e per questo la più rimandata, è: cosa voglio davvero fare? Non “cosa sono più o meno qualificato a fare”, ma “cosa mi darebbe energia al lunedì mattina?”
Qualche esercizio concreto:
- Ripercorri gli ultimi 2 anni. Scrivi 5 momenti (progetti, esami, esperienze, anche non lavorative) in cui ti sei sentit* brav* e coinvolt*. Cerca il filo comune: era il lavoro di squadra? Il problem solving? Il contatto con le persone?
- Fai la mappa delle tue competenze reali, non solo quelle sul CV: tecniche, trasversali (soft skill), e quelle che nessuno ti ha certificato ma che usi ogni giorno.
- Chiediti cosa NON vuoi. A volte è più facile partire da lì: che tipo di ambiente, ritmo, valori vuoi evitare.
Se non hai una risposta definitiva va bene comunque; l’importante è arrivare a settembre con qualche ipotesi più chiara invece che con un foglio bianco.
2. Personal branding: cura la tua vetrina mentre nessuno guarda
Il paradosso dell’estate è che, proprio perché il recruiting rallenta, è il momento migliore per sistemare tutto senza l’ansia del “devo mandarlo oggi”.
- LinkedIn: aggiorna foto, titolo (non solo “studente”, ma cosa cerchi o cosa sai fare), sommario e le esperienze recenti. Un profilo curato ad agosto è pronto a essere trovato a settembre, quando le aziende ripartono con le ricerche.
- CV: non limitarti ad aggiungere righe. Riscrivilo pensando a un ruolo specifico, non a “un lavoro qualsiasi”. Un CV mirato batte sempre un CV generico.
- Portfolio o progetti personali: se il tuo settore lo prevede (design, sviluppo, comunicazione, scrittura…), l’estate è il momento per completare quel progetto lasciato a metà che dimostra le tue competenze meglio di qualsiasi elenco puntato.
3. Networking: le relazioni si costruiscono anche fuori sede
Come puoi fare networking in estate? Prova a non perdere i contatti che hai già e costruiscine di nuovi con naturalezza.
- Riattiva i contatti “dormienti”: un ex collega di stage, un docente, un compagno di corso che ora lavora in un settore che ti interessa. Un messaggio semplice (esempio: “come va, cosa stai facendo ora”) spesso riapre porte che pensavi chiuse.
- Sfrutta gli eventi estivi: festival, sagre, presentazioni di libri, workshop informali. Il networking più efficace spesso non ha l’etichetta di networking.
- Segui aziende e settori che ti interessano sui social, non per stalking ma per capire come comunicano, cosa cercano, quali persone ci lavorano.
4. Ricerca attiva (soft): prepara il terreno senza bruciarti
Candidarti a raffica ad agosto non è il punto, perché molte selezioni sono comunque ferme. Ma puoi:
- Mappare le aziende che ti interessano nella tua zona o nel settore che hai scelto, con un file semplice: nome, ruolo desiderato, contatto, note.
- Tenere d’occhio le opportunità che escono comunque (ce ne sono, e più di quante pensi…basta dare un’occhiata alle offerte di lavoro regionali che escono anche ad agosto).
- Prepararti al colloquio in anticipo: pensa a 3-4 domande difficili tipiche (“parlami di te”, “un tuo punto debole”) e scrivi le risposte con calma, invece di improvvisarle sotto stress a settembre.
Chi arriva a settembre con l’indagine su di sé già fatta, il profilo aggiornato, qualche contatto riattivato e le idee più chiare parte con settimane di vantaggio su chi ricomincia da zero.
Bastano poche ore ben spese, distribuite tra un tuffo e l’altro!


