L’economia circolare per garantire l’ecosostenibilità

“Riduci, riusa, ricicla”: le parole chiave dell’economia circolare.

Da qualche decennio conviviamo con un problema che mette in discussione la qualità dell’ambiente che lasceremo in eredità alle future generazioni. Produzione esponenziale di rifiuti, inquinamento e sovrappopolamento compromettono i naturali equilibri del nostro Pianeta. Si potrebbe, perciò, trovare una soluzione cambiando il modello economico attuale passando dall’economia lineare all’economia circolare.

Dove ha origine il modello circolare?

Il concetto di economia circolare risale agli anni ’70, ma è dal 2015 che riscuote una particolare attenzione da parte della Commissione Europea.

Secondo la Ellen MacArthur Foundation il modello circolare è un sistema in cui tutte le attività produttive sono organizzate in modo che i rifiuti di una determinata fase possano diventare materie prime o risorse per qualcun altro o per un’altra fase produttiva. È chiaro ormai che il “prendi, produci, usa e getta” dell’attuale sistema economico lineare non può funzionare per molto tempo ancora.

Ecco perché il modello di economia circolare è pensato per potersi rigenerare da solo, in cui i flussi di materiali sono di 2 tipi: biologici, cioè che si reintegrano nella natura, e tecnici, cioè che possono essere rivalorizzati e riutilizzati senza entrare nella biosfera.

L’obiettivo del modello economico circolare mira ad affrontare i problemi legati alla scarsità di risorse, al riscaldamento globale e alla gestione dei rifiuti.

Su quali principi si basa?

I principi a supporto di queste soluzioni sono l’ecoprogettazione, cioè pensare fin da subito al loro impiego a fine vita. La modularità, versatilità e adattabilità devono essere valutati in fase di progettazione. Affidarsi alle energie rinnovabili e abbandonare l’energia da fonti fossili, pensare all’intero ecosistema combinando la relazione causa-effetto tra le diverse componenti. Inoltre il recupero dei materiali deve favorire la sostituzione delle materie prime con quelle provenienti da filiere di recupero per arrivare ad un alto livello di sostenibilità.

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