Giornata internazionale degli studenti

Giornata degli studenti. Lo studio è strumento di libertà.

17 novembre, Giornata Internazionale degli Studenti e delle Studentesse, una ricorrenza annuale per il diritto allo studio e alla libertà di espressione.

“L’istruzione è quel passaggio che rende concreta l’eguaglianza tra le persone, permette a ciascuno di fare scelte consapevoli e di costruire un’esistenza dignitosa.” (Ministero dell’Istruzione)

Da dove nasce

Alla fine del 1939 le autorità naziste in Cecoslovacchia (chiamata al tempo Protettorato di Boemia e Moravia) sedarono una manifestazione a Praga, tenuta da studenti della facoltà di medicina dell’Università Carolina il 28 ottobre , anniversario dell’indipendenza della Repubblica Cecoslovacca.

Lo studente Jan Opletal fu colpito da un’arma da fuoco durante la manifestazione e morì per la ferita l’11 novembre. Il 15 novembre il suo corpo avrebbe dovuto essere trasportato da Praga a casa sua in Moravia. Il suo corteo funebre era composto da migliaia di studenti, che trasformarono l’evento in una manifestazione anti-nazista. Questo portò le autorità naziste a prendere contromisure drastiche: tutti gli istituti di istruzione superiore furono chiusi, 1200 studenti furono arrestati e deportati in campi di concentramento e il 17 novembre nove fra studenti e professori furono giustiziati senza processo.

Il diritto allo studio in Italia

Le radici del diritto allo studio, anche di quello universitario, sono rinvenibili negli artt. 3 e 34 della Costituzione.

Infatti, il secondo comma dell’art. 3 affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

L’art. 34, terzo e quarto comma, prevede che i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi e stabilisce che la Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Il diritto allo studio del mondo

Era il 10 dicembre del 1948 quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. L’art. 1 afferma che: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti».

Nel mondo ci sono ancora 130 milioni di bambini, su un totale di circa 625 milioni di minori in età scolare, che non ricevono un’istruzione di base. Ciò significa che, anche se la maggioranza dei bambini nel mondo va a scuola, il 21%, non gode del diritto allo studio.

Le bambine rappresentano il 60% dei minori non scolarizzati. Molte bambine non possono andare a scuola perché devono occuparsi dei lavori domestici; spesso accade che le loro famiglie considerino i costi scolastici troppo alti per le loro possibilità, e, inoltre, devono fare i conti con la tradizione, secondo la quale le bambine hanno bisogno di poca istruzione per essere mogli e madri.

La percentuale di bambine che non hanno accesso all’istruzione di base è sproporzionata rispetto a quella dei bambini: quasi due su tre nei paesi in via di sviluppo non ricevono l’istruzione elementare, circa 73 milioni sul totale dei 130 che non hanno accesso alla scuola.

Morale della favola.

Cerchiamo di dare sempre il meglio e di impegnarci a fondo perché quello che per noi oggi è un diritto acquisito non lo è stato sempre e ancora non lo è per moltissime persone al mondo.

Dove si nasce, è solo questione di fortuna.

(Fonti: Wikipedia, Costituzione Italiana, Guardare lontano onlus)

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