Orientarsi nelle mutazioni: Comincenter con Asnor alla Rome Future Week

«Il cambiamento è inevitabile. Ma non tutte le trasformazioni sono uguali. Alcune ridefiniscono il modo in cui viviamo, creiamo, pensiamo. Le chiamiamo mutazioni. Collisioni tra umanità e tecnologia, intelligenza artificiale e creatività, corpo e ambiente. Trasformazioni visibili e invisibili, che accadono dentro e attorno a noi.»

È partendo da questa cornice che si è svolta la Rome Future Week, il festival romano che ogni anno accende i riflettori su innovazione, tecnologia, sostenibilità e inclusione. Un’arena di idee e confronti dove il futuro non è materia da contemplare, ma terreno da abitare.

In questo contesto, anche Comincenter ha fatto tappa nella Capitale partecipando ai panel organizzati da Asnor – Associazione Nazionale Orientatori, portando con sé la voce di chi, ogni giorno, vive l’orientamento non come slogan ma come responsabilità.

Orientamento nell’era dell’IA

Negli incontri del 17 e 18 settembre, il dibattito ha toccato punti cruciali: la formazione di docenti e orientatori, le linee guida europee, l’uso dell’intelligenza artificiale nei percorsi di carriera, fino alla valorizzazione dei talenti nelle aziende.

E poi, la domanda radicale: «Qual è il ruolo dell’orientatore e dell’orientamento nell’era dell’IA?».

Non è un dettaglio semantico. In un tempo in cui la parola “orientamento” rischia di essere compressa in un hashtag, la sfida è restituirle spessore: orientare significa accompagnare le persone nella costruzione del proprio progetto di vita. È un atto di cura.

Qui entra in gioco l’intelligenza artificiale. Non come oracolo né come minaccia, ma come strumento che può amplificare le fragilità e le potenzialità dell’essere umano. Dipende da come la usiamo.

Il Manifesto dell’Orientamento Generativo

A questa sfida, Asnor ha risposto presentando – in anteprima nazionale – il Manifesto dell’Orientamento Generativo: un documento aperto, costruito da un gruppo di orientatori e orientatrici che hanno scelto di non restare spettatori.

Benedetta Boscoletto, Silvana Macri, Dario Madeddu, Mariella Navone, Davide Patruno, Fausto Sana, Maria Grazia Sasso, Manuela Stefanelli i nomi degli orientatori che hanno partecipato al Focus Group Asnor e messo in piedi il Manifesto dell’Orientamento Generativo.

Il Manifesto, che puoi leggere e sottoscrivere qui: manifesto-orientamento-ia.asnor.it, si fonda su cinque principi chiave:

  • Umanocentrismo digitale: la tecnologia al servizio della crescita umana.
  • Consapevolezza critica: ogni scelta algoritmica deve essere trasparente e spiegabile.
  • Formazione permanente: l’orientamento è un diritto lungo tutto l’arco della vita.
  • Inclusione: ridurre divari digitali e sociali per garantire libertà di scelta.
  • Generatività: l’orientamento non prescrive, ma apre possibilità.

Non un elenco di buone intenzioni, ma un laboratorio aperto: un invito a costruire un orientamento che non sia semplice adattamento al cambiamento, ma capacità di generarlo.

Rischi e possibilità

L’IA nei processi di orientamento può fare molto: personalizzare percorsi, simulare scenari professionali, facilitare l’accesso a nuove opportunità. Ma porta con sé rischi concreti: bias algoritmici, delega cieca alle macchine, perdita della dimensione relazionale.

Il Manifesto insiste su tre macro-aree di attenzione:

  1. Etica e trasparenza: gli strumenti devono essere comprensibili, non scatole nere.
  2. Centralità della persona: l’orientamento resta relazione, ascolto, costruzione di senso.
  3. Competenze digitali diffuse: senza alfabetizzazione digitale, l’IA rischia di ampliare le disuguaglianze.

Perché riguarda gli studenti

Se sei uno studente universitario, forse ti chiedi: cosa c’entra tutto questo con me?

C’entra eccome. I dati dell’Osservatorio sulle Competenze Digitali 2024 mostrano che meno della metà degli individui in età lavorativa possiede competenze digitali di base e solo il 22% raggiunge un livello avanzato. In altre parole: chi non acquisisce skill digitali rischia di restare indietro in un mercato che evolve a ritmi accelerati.

E non basta imparare a usare gli strumenti: serve saperli leggere criticamente. Perché ogni algoritmo è una lente che filtra la realtà, e se non sai come funziona rischi di restarne prigioniero.

Il Manifesto dell’Orientamento Generativo nasce proprio per questo: per offrire una bussola in un mondo in cui la velocità del digitale non lascia tempo di metabolizzare i cambiamenti.

Abitare il futuro

Essere orientatori, oggi, significa ricordare che ogni scelta di studio e di lavoro è anche scelta di vita. Ma lo stesso vale per chi è in formazione: abitare il futuro non significa subirlo, ma allenarsi a generarlo.

Il Comincenter, partecipando ai panel Asnor, ha scelto di esserci in questa conversazione. Perché se il futuro è digitale, deve esserlo a misura d’uomo. E perché in un mondo di mutazioni veloci, la vera sfida è non delegare il timone, ma imparare a navigare.

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