Settimana europea della salute mentale

Giovani, pressioni quotidiane e la forza della community

Dal 4 all’8 maggio 2026 si celebra la European Mental Health Week, la Settimana europea della salute mentale. Il tema di quest’anno, “Stronger Together: Prioritise Mental Health in a Changing Europe”, invita a guardare alla salute mentale non solo come a una questione personale, ma come a qualcosa che riguarda il modo in cui viviamo insieme i cambiamenti del presente. In un’Europa attraversata da trasformazioni digitali, disuguaglianze crescenti, pressioni sempre più forti sui giovani e difficoltà di accesso ai supporti, stare bene può sembrare più complicato. Ma proprio per questo diventa ancora più importante ricordare che nessuno dovrebbe affrontare tutto da solo.

Under Pressure” cantavano i Queen e David Bowie

Per chi studia, lavora o sta cercando di costruire il proprio percorso, queste pressioni si sentono spesso nella quotidianità: la corsa continua, il confronto con gli altri, l’ansia di non essere abbastanza, la fatica di restare concentrati, il bisogno di fermarsi che però spesso si ignora. A volte non c’è nemmeno un vero momento di rottura: c’è piuttosto una stanchezza che si accumula, una testa piena, una sensazione costante di dover reggere tutto senza mai fermarsi per fare un respiro profondo. Sono proprio questi momenti che rendono necessario parlare di salute mentale.

Listen to your heart” intonavano i Roxette

Prendersi cura del proprio benessere psicologico non significa aspettare di stare male per poi intervenire. Significa anche imparare a riconoscere i segnali più piccoli, quelli che spesso tendiamo a minimizzare: il sonno che cambia, la difficoltà a concentrarsi, l’irritabilità, il bisogno di isolarsi, la sensazione di essere sempre in ritardo su tutto. Questi segnali non sono necessariamente indicativi di qualcosa che non va, ma quasi sempre ci dicono che qualcosa merita ascolto. 

“Dammi solo un minuto” supplicavano i Pooh

Per allentare un po’ la pressione, spesso aiutano le cose più semplici, soprattutto se poi diventano abitudini: dormire abbastanza, fare pause senza sensi di colpa, ridurre un po’ il rumore digitale, parlare con qualcuno quando si sente che il peso sta diventando troppo grande, concedersi una camminata, un momento di silenzio, una giornata meno piena. Anche il modo in cui organizziamo le nostre giornate può fare la differenza.

La forza della community…e del Comincenter 😉 

C’è poi un aspetto che conta moltissimo, soprattutto per chi è giovane: non stare sempre da soli. La salute mentale cresce anche nei contesti in cui ci si sente accolti, visti e un po’ più leggeri. Studiare o lavorare in uno spazio piacevole, condiviso, in cui si può respirare un clima umano e non competitivo, può cambiare l’energia di una giornata. E anche una community ha questo potere: non risolve tutto, ma può alleggerire, accompagnare, far sentire meno isolati. Se hai bisogno di un posto in cui studiare, lavorare o semplicemente fermarti un attimo in mezzo ad altre persone, vieni al Comincenter: a volte basta condividere lo spazio giusto per sentirsi un po’ meno soli. 

E proprio in questo contesto si colloca l’evento di questo pomeriggio alle 17:00 al Comincenter di Potenza, promosso da ESN – Suigeneris Basilicata: “C’è un tempo per non farcela”.

PS: sì, lo so: alcuni riferimenti musicali potrebbero farti venire il dubbio di essere diventat* improvvisamente boomer. Tranquill*, non è un test generazionale. Però, nel caso, recuperare queste canzoni è altamente consigliato😉

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