A Porto per consolidare le attività tra Hub Creativi e Università europee

Grazie alla opportunità di Peer to Peer Exchange proposta nell’ambito della Rete Europea degli Hub Creativi siamo stati a Porto per consolidare le attività di  partenariato tra Hub Creativi e Università europee.

 

Il programma della settimana ci ha consentito di conoscere UPTEC – Parco di scienza e tecnologia dell’Università di Porto e di consolidare il rapporto costruito ad aprile ad Atene in occasione del Kick-Off Meeting della rete.

“Questa relazione – ha aggiunto Candela – insieme alla relazione avviata con la Facoltà di Economia, che ha ospitato una presentazione della Rete Europea degli Hub Creativi e di UPTEC e Comincenter, ci consente di guardare ad un futuro di maggiori relazioni e consolidamento di quelle avviate anche in ottica di ampliamento delle nostre community di studenti, freelance e start-up”.

Ci aspettiamo nei prossimi mesi di verificare la possibilità di costruzione di una partnership tra Hub Creativi che hanno relazioni stabili con le Università del territorio di appartenenza e costruire insieme modelli ed esperienze che ci consentano di migliorare e generare occasioni ed opportunità all’interno dei nostri hub ed in relazione con l’ambiente in cui quotidianamente proponiamo attività e in cui costruiamo progetti, sempre con un occhio alle relazioni europee.

ECHN e la grande opportunità del #P2PExchange

Se ci avete seguito durante gli scorsi mesi sapete già che il Comincenter è parte della Rete Europea degli Hub Creativi.

Sapete cosa sono?

La rete ha la missione di migliorare l’impatto economico, sociale e creativo degli Hub nei rispettivi territori di riferimento.

Il Comincenter e MateraHub sono gli unici due rappresentanti dal sud Italia e, in totale, sono stati selezionati 50 Hub creativi tra oltre 300 di 23 paesi dell’UE.

Grazie al programma di scambio #P2PExchange abbiamo avuto l’occasione di incontrare un altro partner portoghese che fa parte della rete: Dinamo10, che ieri era a Matera.

DINAMO10 é um hub criativo de Viana do Castelo onde o trabalho e a arte se fundem para inspirar todos aqueles que diariamente partilham este espaço ou que o visitam pontualmente.”

Abbiamo parlato di Creative Commons per le imprese culturali e creative e l’esperienza di Joana e Diogo è stata davvero utile a capire come proteggere, ma anche come diffondere, le proprie opere da parte dei creativi lucani.

Ora ci apprestiamo a partire anche noi! Il 10 novembre partiremo per Porto per trascorrere 5 giorni ad UPTEC

UPTEC – Science and Technology Park of University of Porto supports the creation and development of business projects in the arts, sciences and technologies, through sharing knowledge between the university and the market.

Seguiteci sui nostri canali social e su quelli di ECHN e UPTEC per scoprire cosa faremo!

ECHN: l’industria culturale e creativa ha un alleato europeo.

ECHN la rete Europea degli Hub, uno spazio di opportunità per l’industria creativa e culturale.

L’industria culturale e creativa in Europa ha grandi risorse in termini di persone creative, innovative e fantasiose che faticano a trovare spazi di espressione e, soprattutto, che hanno grande difficoltà a trasformare cultura e creatività in una professione.

Vi ricorderete, a gennaio abbiamo partecipato all’ECH Campus e abbiamo conosciuto tante altre realtà europee che come il Comincenter fanno parte della rete europea degli hub creativi.

L’Europa ha un magnifico capitale di piccole community creative che, giorno dopo giorno, lavorano per incidere significativamente e a piccoli passi, su settori culturali che passano dall’inclusione sociale alla rigenerazione urbana, all’employability.

Ho avuto l’occasione di parlarne con Barbara Stacher, policy officer cultural and creative sectors & economy of culture della Commissione Europea e con Irini Vouzelakou, Head of Cultural Skills EU region del British Council. Quello ne è uscito è un quadro interessante e ampio di opportunità per il settore in generale della cultura.

Il futuro è nelle CCI

L’industria culturale e creativa (CCI) è il futuro“, ci dice Barbara, ma attenzione, questo non vuol dire che sia una strada facile, anzi “è incredibilmente difficile trovare un lavoro in questo settore che permetta di sopravvivere economicamente e il problema della precarietà è enorme. Vorrei evitare di dire ai giovani che questo sia un mestiere che si possa fare per tutta la vita, perché è una decisione davvero difficile da prendere. Però, d’altra parte, le CCI sono il futuro e possiamo apprendere moltissimo su come il lavoro del futuro si organizza osservando il settore creativo, gli hub creativi, etc. Inoltre, sono proprio cultura e creatività i valori aggiunti dell’Europa su scala globale, in confronto a Cina, USA, per esempio; se utilizziamo la cultura, il patrimonio, i settori culturali e creativi per migliorare non solamente il marketing dei nostri prodotti, ma i prodotti stessi”.

ECHN: cos’è, da dove nasce.

È per questo, allora, che una delle azioni più interessanti del momento sull’argomento è l’ECHN – European Creative Hubs Network. “Nella Commissione Europea, DG EAC, ci spiega sempre Barbara, esiste la sezione transazionale del programma Europa Creativa: uno strumento finanziario per le azioni di sviluppo di politiche, nuovi modelli di business, eccetera.

Questo strumento mira a supportare ‘lo scambio transnazionale di esperienze e know-how in relazione a nuovi modelli di business e di gestione, ad attività di apprendimento tra pari e alla creazione, tra le organizzazioni culturali e creative e i responsabili politici, di reti legate allo sviluppo dei settori culturali e creativi, promuovendo, ove opportuno, la creazione di reti digitali”.

Da qui nasce l’ECHN. Ma in realtà ancora prima, già nel 2014 e nel 2015, questa esigenza si era manifestata palesemente con le conferenze iniziali degli Hub Creativi in Portogallo, con il FEDER.”

 

aiutare i manager a sviluppare le loro capacità professionali, articolare una voce decisa e sicura su quello che fanno e sull’impatto che hanno.

 

Gli hub e gli spazi creativi in generale non sono un fenomeno poi così nuovo, ma si stanno espandendo. “Crediamo, ci dice Irini, che queste strutture non tradizionali e qualche volta dirompenti sono gli attori chiave del settore creativo e oltre. Il loro lavoro si estende in moltissimi altri ambiti: educazione, lavoro, sviluppo economico, rigenerazione urbana, inclusione sociale, e tanti altri.
Sono diventati nidi per l’innovazione e la creatività ma spessissimo sono sottovalutati o incompresi.
Con questo progetto abbiamo abbiamo gettato le fondamenta della prima rete a livello europeo di hub creativi, per aiutare i manager a sviluppare le loro capacità professionali, articolare una voce decisa e sicura su quello che fanno e sull’impatto che hanno.
Infine questo strumento contribuisce a spiegare meglio gli hub e il loro ruolo in Europa.”

Gli hub creativi aderenti al progetto oggi sono più di 215 e sono consultabili sulla piattaforma on-line https://www.creativehubs.eu/

Negli ultimi due anni più di 400 manager e leader creativi di tutta europa si sono incontrati faccia a faccia, hanno condiviso le loro storie, idee, hanno imparato gli uni dagli altri e portato a casa un bagaglio di ispirazioni e competenze importanti. “C’è un grande interesse, conclude Irini, e impegno. Per molti, l’ECHN non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio. Il network c’è e mette insieme alcune delle persone più innovative e originali d’Europa. Sono sicuro che ne faranno buon uso.”

Il quadro è molto più complesso e merita approfondimenti. Ritornerò ancora su questo argomento.

Nel frattempo… Come fare a usare al massimo le potenzialità di questo meraviglioso strumento europeo? Come sempre la chiave è partecipare, essere parte attiva della community e dei progetti. Whatyouarewaitingfor? Join the community!

 

[photo credits Nejm Halla on www.creativehubs.eu]