Innovazione e Imprenditoria femminile

Sì, la parola innovazione è un sostantivo femminile che indica l’introduzione di sistemi e criteri nuovi. Questo post vuole celebrare alcune donne che nel 2020 hanno innovato i loro settori.

Creatività, innovazione, capacità di generare idee e strategie. Nell’attuale contesto innovare è ormai un imperativo strategico, tanto a livello imprenditoriale quanto a livello economico e sociale.

Quali sono le più belle storie di innovazione femminile nel 2020?

Ecco 3 donne che nel 2020 hanno generato idee e innovazione nei loro settori.

Pasqua Attanasio, Agricoltura

La prima donna ad essere eletta Presidente del GAL Daunia Rurale. Amministratore e socia dell’azienda bio Podere Serraglio, Presidente dell’associazione di promozione sociale ‘La strada dei Sapori’, volontaria della Croce Rossa Italiana da 19 anni per cui svolge il ruolo di delegata dell’Area 6 del Comitato San Severo-Torremaggiore. 

Ha dichiarato alla Gazzetta di San Severo: “Il GAL Daunia Rurale 2020 deve essere sempre più il punto di riferimento per gli organismi pubblici e privati del territorio. Lavoreremo insieme, ascolteremo le esigenze del territorio e di tutte le realtà imprenditoriali per ripartire, specie in questo momento di vera emergenza.”

Annalisa Malara, Medico Anestesista Rianimatore

Ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per aver intuito che Mattia, l’altrettanto famoso paziente 1 di Codogno, potesse essere il primo caso accertato di Covid-19 in Italia. Autrice, poi del libro In scienza e coscienza in cui racconta cosa è successo nei giorni più duri del 2020.

Linda Laura Sabbadini, direttrice ISTAT

Statistica italiana e pioniera europea delle statistiche per gli studi di genere. È anche la Incoming Chair di Women20, che si terrà in Italia nel corso del prossimo anno. Il W20 è uno degli engagement group del G20, il vertice dei capi di Stato e di Governo delle principali economie mondiali.

Ha dichiarato a La Stampa “Bisogna puntare ad un grande piano per l’occupazione femminile. Occupazione strutturale, però, non occupazione qualunque. Bisogna adottare quelle misure che sappiamo avere effetti moltiplicatori di resilienza.”

E ancora sul tema del lavoro:” Le donne che lavorano sono poche, ma in compenso sono sovraccariche di lavoro familiare. Se si somma il lavoro retribuito e non retribuito, lavorano un’ora in più al giorno rispetto agli uomini. Ma guadagnano di meno.”

E infine sul tema delle carriere per le donne: “Le loro carriere sono complicate. La vita lavorativa delle donne è un percorso ad ostacoli.  Allora cominciamo da qui con un grande piano di infrastrutture sociali.”

Come possiamo sostenere le ragazze che in Basilicata vogliono innovare e fare impresa?

Due importanti opportunità che possiamo segnalare La call to Action del Bando HubOut e Prime Minister Basilicata.

Innovazione femminile vuol dire anche supporto e sostegno.

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