Parità di genere: strategia dell’UE per il 2025

“Nelle sue azioni l’Unione mira ad eliminare le ineguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne.” dice l’Articolo 8 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

Negli ultimi decenni sono stati compiuti notevoli progressi, molti obiettivi sono stati raggiunti, ma c’è ancora tanto da fare in favore della parità di genere.

La Commissione Europea ha di recente messo in atto una strategia per migliorare la situazione attuale e far in modo che la parità diventi la regola.

Quali sono i punti salienti della strategia 2020-2025?

La parità di genere è un valore cardine dell’UE, un diritto fondamentale e un principio chiave dei diritti sociali.

  • Liberarsi dalla violenza di genere e dagli Stereotipi

In Europa, circa il 33% delle donne ha subito violenze, tra le mura domestiche o al lavoro, ma anche tra i banchi di scuola. Gli stereotipi di genere sono una delle cause della disparità di genere e interessano tutti i settori della società. Le aspettative create su un modello standardizzato di uomo, donna, ragazzo o ragazza limitano libertà e scelte individuali perciò devono essere smantellate. L’UE combatte la violenza di genere attraverso la convenzione del consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza delle donne.

  • Colmare il divario di genere nel mondo del lavoro

L’aumento della partecipazione delle donne nel mondo del lavoro ha un impatto positivo sull’economia ed è un mezzo che consente alle donne di svolgere un ruolo ed essere indipendenti.

Il tasso di occupazione femminile non è mai stato così elevato ma gli ostacoli che si incontrano all’accesso o alla permanenza sono ancora molti.

Per colmare il divario di genere nel mercato del lavoro bisogna migliorare l’equilibrio tra vita privata e vita professionale. A tal proposito la direttiva sull’equilibrio tra vita privata e professionale promuove un’equa ripartizione dell’assistenza familiare.

  • Svolgere in pari misura i ruoli dirigenziali

Le donne che occupano posizioni dirigenziali nelle imprese, nelle comunità e negli Stati sono ancora troppo poche. Una buona leadership richiede la presenza sia di uomini che di donne perciò l’UE ha fissato l’obiettivo minimo del 40% di presenza femminile nei consigli di amministrazione.

  • Finanziare azioni che consentano di compiere passi avanti nell’UE

L’UE finanzia azioni volte a promuovere la partecipazione delle donne nel mondo del lavoro. Sostiene l’imprenditoria femminile e combatte la segregazione di genere in alcune professioni. Altre opportunità di finanziamento riguardano le conoscenze imprenditoriali e la partecipazione delle donne ad investire nello sviluppo di servizi di base nelle zone rurali nell’ambito della politica agricola comune.

Fonte: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52020DC0152

Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti!