Business etico: tutte le imprese sono uguali?

Ciao! Mi chiamo Gennaro Larocca, sono uno studente di Economia Aziendale dell’UNIBAS, piccolissimo imprenditore, ma grande appassionato di “impresa”.

Sono fermamente convinto che la figura dell’imprenditore sia il motore del progresso.

Perché parlare di business etico?

L’imprenditore è colui che investe qualcosa di certo, in vista di un ritorno incerto.

Questo rischio consente di percorrere nuove strade, di ottenere un risultato maggiore rispetto alla somma degli elementi in gioco: in pratica, da 1+1 si ottiene 3.

Perché allora parleremo di “etica”? Purtroppo, non sempre questo risultato si ottiene e viene distribuito equamente. Spesso, per il profitto, si sfruttano sia le risorse naturali che le persone, da un punto di vista non solo fisico, ma anche morale.


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Come vedremo nei prossimi articoli, ci sono modi più sostenibili di fare impresa, nel rispetto di tutti: basti vedere storie di imprenditori illuminati come Brunello Cucinelli, Adriano Olivetti e tanti altri. 

Ora più che mai, il mondo intero, dal fiore all’essere umano, ha bisogno di persone, e di conseguenza di imprese, ETICHE.

Intanto, per iniziare, vorrei condividere un libro breve ma intenso: Le fabbriche di bene di Adriano Olivetti. 

Due discorsi di Adriano Olivetti, introdotti da Gustavo Zagrebelsky, che si interrogano sul senso profondo del lavoro umano e sulle forme e i modi per rendere la fabbrica un bene di tutta la comunità.

“La nuova economia che immaginiamo contribuisce al progresso materiale e accompagna l’individuo mentre perfeziona la propria personalità e le proprie vocazioni. E tuttavia non impedisce di volgere l’animo verso una meta più alta, non un fine individuale o un profitto personale, ma un contributo alla vita di tutti sul cammino della civiltà”

Qui trovate un estratto del volume.

Buona lettura.

Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti!

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