Parità salariale, il primo sofferto miglio verso il 2030

Sono passati ben quarantaquattro anni da quando Tina Anselmi, prima donna Ministra del Lavoro in Italia, pose alla base della legge 903 del 1977 “Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro”, i diritti fondamentali contenuti negli articoli 3 e 37 della Costituzione Italiana

La lavoratrice ha diritto alla stessa retribuzione del lavoratore quando le prestazioni richieste siano uguali o di pari valore. I sistemi di classificazione professionale ai fini della determinazione delle retribuzioni debbono adottare criteri comuni per uomini e donne”.

Art. 2 legge 903, 1977

La parità salariale è legge (di nuovo)

2021, una nuova legge, approvata nell’arco di tempo straordinario di 15 giorni, ribadisce e conferma il diritto alla parità salariale fra generi. In altre parole, non importa di che genere sei, se svolgi un lavoro a pari competenze, ruoli e mansioni, ti tocca un salario uguale. Può sembrare qualcosa di banale e scontato, ma se ancora fa notizia, vuol dire che no, non lo è. E va detto, chiaro e tondo, va ripetuto, questa notizia va assolutamente diffusa (quindi condividetela!! LOL).

Tutti, indipendentemente dal genere, hanno le capacità e la possibilità di contribuire con i loro talenti e competenze alla crescita economica del nostro Paese. Senza questo passaggio normativo fondamentale, nessuna ripresa economica è possibile. Mettere una donna davanti a un bivio fra lavoro o famiglia significa, di fatti, non riuscire a liberare un potenziale economico latente. È come avere la Ferrari in garage ma non poterla far sfrecciare sull’asfalto, perché c’è un muretto in cemento armato alla fine del vialetto di casa.

Certo, la strada è ancora tutta in salita e mi viene da pensare a tutte le situazioni di precariato, di lavoro sottopagato e a tutte quelle tendenze culturali che fanno tornare indietro il nostro Paese agli anni ’50. Fare questa legge è il primo, sofferto miglio in un mondo immenso che si chiama “mercato del lavoro”, una strada piena di insidie e cambi repentini di percorso, a cui bisogna approcciarsi molto preparati per poter sopravvivere. Il Comincenter è qui anche per questo, tranquill*. Cosa dice la legge, puoi approfondirlo qui.

Parità di genere entro il 2030

È di luglio scorso, la partecipazione della Presidente Von der Leyen al W20. Questa donna straordinaria, dai capelli biondi iper-laccati che ispira rispetto, autorevolezza ed empatia in ogni sua apparizione pubblica, proprio in quell’occasione pronunciava queste parole storiche a proposito di gender gap:

“L’occupazione femminile. Troppe di noi si sono sentite dire che dovevamo scegliere fra essere una mamma e avere una carriera. Come madre di 7 figli e presidente della Commissione europea scommetto che faremo la differenza. Dobbiamo promuovere la creazione delle giuste condizioni per tutte le donne per riuscire ad avere un accesso equo nel mercato del lavoro e crescere i nostri bambini”.

Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione Europea

Noi le crediamo, e ci auspichiamo che la strada, sebbene ripida e sdrucciolevole (siamo abituate a lavorare sodo, non ci spaventa), possa terminare al vertice con il traguardo, all’alba di un orizzonte infinito di possibilità, eque, per tutti.

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