Greta, persona dell’anno

È iniziata come qualcosa di familiare ad ogni genitore di ogni generazione in ogni angolo del globo: un adolescente indignato e un’improvvisa esplosione di ribellione.

Nel corso di poco più di un anno, una sedicenne di Stoccolma è passata da una protesta solitaria sui ciottoli fuori dal Parlamento del suo paese, a guidare un movimento giovanile mondiale. Una giovane studentessa è arrivata ad incontrare il Segretario Generale delle Nazioni Unite, ricevere udienze con i Presidenti e il Papa.

Ha iniziato da sola con un cartello ed uno slogan dipinto a mano (Skolstrejk för Klimatet) fino ad ispirare milioni di persone in più di 150 paesi a scendere in strada a nome del pianeta che condividiamo.

Che Greta sia la persona più giovane mai nominata  “Persona dell’anno” di TIME dice tanto sul momento quanto su di lei.  In questo momento storico, in cui tante istituzioni tradizionali sembrano fallire, tra sconcertanti disuguaglianze e sconvolgimenti sociali, stiamo assistendo a nuovi tipi di influenza.

“È diventata la più grande voce sul più grande problema che il pianeta si trova ad affrontare quest’anno, venendo dal nulla per condurre un movimento mondiale”, ha detto Edward Felsenthal, caporedattore di TIME.

Qualche mese fa Greta al Summit delle Nazioni Unite dichiarava

“È tutto sbagliato. Io non dovrei essere qui di fronte a voi. Dovrei essere a scuola dall’altra parte dell’oceano. Eppure venite tutti da me per avere speranza? Ma come osate! Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre vuote parole. Eppure io sono una persona fortunata. Le persone soffrono. Le persone stanno morendo. Interi ecosistemi stanno crollando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui riuscite a parlare sono i soldi e le favole della crescita economica infinita. Come osate!”

E oggi è la Persona dell’anno 2019!

 

[Articolo ispirato e tradotto da – https://rebrand.ly/Time-Person-of-the-year]

Meracinque: cinque donne, sorelle e imprenditrici.

Cinque donne, sorelle e imprenditrici, insieme con l’obiettivo di ampliare l’azienda di famiglia.

Per anni sono state lontane da casa per studiare e fare esperienze lavorative all’estero. Poi hanno deciso di ritornare con lo scopo di portare avanti un grande progetto: ampliare la produzione di riso dell’azienda di famiglia.

Hanno visto nella passione del papà un’opportunità da trasformare in un’idea imprenditoriale al femminile, perciò, hanno creato un brand giovane ed innovativo.

La loro azienda produce riso carnaroli di altissima qualità, dal seme alla confezione. Ma, la carta vincente è rappresentata dalla creazione di kit pronti all’uso, preparati con ingredienti selezionati per ottenere un prodotto perfetto in pochi minuti. Un’idea pensata per chi ha poco tempo per dedicarsi ai fornelli ma che non vuole rinunciare alla qualità del cibo.

Producono in modo eco-sostenibile in quanto i terreni vengono concimati dalla sostanza organica prodotta da bovini che ricevono un’alimentazione integrata con microrganismi effettivi. Questa tecnica consente una coltivazione naturale e senza fitofarmaci. Non è un prodotto bio, ma micronatural, un upgrade del biologico.

È un’azienda agricola tecnologicamente innovativa. Applicano l’ Agricoltura 4.0, studiano suolo e terreno per pianificare semine e concimazioni. Il diserbo avviene con sistemi meccanici e l’essiccazione del risone si effettua con il gas naturale liquefatto (GNL) che rilascia residui in minor quantità.

I conti tornano? Certo che si! Realizzano un prodotto premium, che rende di più, molto apprezzato da ristoratori e gastronomie selezionate. Vendono i loro kit online e sperimentano nuove strategie di marketing per capire come cambiano i gusti e le esigenze dei consumatori.

È un esempio di donne diventate imprenditrici in un settore che, per tradizione e convenzione, è dominato dagli uomini.

Ma il ritorno all’agricoltura è una rivoluzione moderna, generata dalla passione e dall’attrazione per le proprie origini e tradizioni. Ormai supportata e accompagnata dalla tecnologia e dall’ innovazione digitale. Per Meracinque, infatti, avere una piattaforma e-commerce significa servire clienti in Europa con un click, con Instagram e Facebook condivide momenti di avventura e amplia il bacino di utenti.

Passione, sensibilità e determinazione: ecco i punti di forza di Meracinque.

Tratto da Millionaire di settembre 2019.

		

Competenze digitali per colmare il gender gap

L’imprenditoria femminile in Italia conta solo il 20%. Per colmare il gender gap tra imprenditoria femminile e maschile servono più competenze digitali.

La forza lavoro mondiale è composta in maggior numero da uomini, e a parità di mansioni le donne lavoratrici guadagnano meno. Le donne che fanno impresa in Europa e Nord America sono addirittura meno numerose che in Asia, dove le imprenditrici sono più numerose degli imprenditori.

E L’ ITALIA?

L’Italia, come nel resto dell’Occidente, vede soltanto un’attività imprenditoriale su cinque guidata da donne. La presenza femminile nelle start-up è addirittura inferiore a quella delle aziende tradizionali.

Eppure studi e ricerche internazionali rivelano che le donne sono più adatte ad individuare i bisogni del mercato e coglierne le opportunità. Le start-up fondate da donne hanno maggiore probabilità di ricevere investimenti rispetto a quelle fondate da uomini.

COME COLMARE IL GENDER GAP?

Molte ricerche confermano che per colmare il gender gap si può contare sulle competenze digitali. Sempre più richieste dalle imprese in fase di selezione, rimangono una prerogativa di candidati di sesso maschile.

Quindi, si deve, innanzitutto, intervenire sulla formazione acquisendo conoscenze e competenze in scienza, tecnologie, ingegneria e matematica in modo da riuscire a superare gli stereotipi di genere.

Un altro aspetto importante è l’avvento dell’automazione che ha fortemente ridotto la forza lavoro femminile.

In conclusione, per essere competitivi e appetibili nel mondo del lavoro odierno è bene accrescere le proprie abilità. Studiare, formarsi, migliorare conoscenze e competenze trasversali, lavorare sulla propria autostima e raggiungere un buon livello di sicurezza in se stessi, rappresentano la chiave per individuare nuove opportunità.

Maria Canabal, donne e cucina

Donne e cucina, il più banale degli stereotipi?

Ebbene? No!

Sembra che la cucina sia il regno delle donne.

Quante di voi possono vantare mariti e compagni che sanno cucinare?

E, sopratutto, da oltre un anno con la nostra rubrica Hello Girls proviamo a dar voce all’altra metà del cielo!

Ma… c’è sempre un ma…anche in cucina!

Nonostante siamo – pare – depositarie della tradizione gastronomica di ogni sperduto angolo del mondo, curiamo e amiamo la cucina, quante sono le donne che brillano nel firmamento dell’alta cucina?

Com’è possibile, quindi, che i grandi chef stellati siano quasi tutti maschi?

E allora chi è Maria Canabal?

Gastronoma franco-spagnola, giornalista e soprattutto fiera femminista.

Il punto è: dare potere alle donne nel mondo della gastronomia.

Ovvero creare un network mondiale in cui le donne siano finalmente protagoniste e far sì che anche in questo settore la gender equality diventi piano piano – ma non troppo – realizzabile.

Ed è per questo motivo che Maria Canabal ha pensato di dare vita al Parabere Forum.

Ma cos’è questo Forum e che obiettivi ha?

“PARABERE è una piattaforma internazionale indipendente che presenta le opinioni e le voci delle donne sui principali problemi alimentari.

PARABERE si impegna a migliorare lo stato della gastronomia, del cibo, della nutrizione e dell’agricoltura coinvolgendo leader in vari campi, dalle imprese e dal mondo accademico alle questioni politiche e sociali. Distribuendo l’esperienza e l’esperienza delle donne in tutte le generazioni e aree geografiche, offre discussioni pratiche su come superare le barriere e creare nuovi orizzonti e opportunità, sia a livello locale che globale, nonché un dibattito approfondito e innovativo su idee importanti.

PARABERE promuove anche il progresso delle donne in tutto il mondo attraverso le reti aziendali e sociali.”

E al motto di #empoweringwomen questo è il nostro augurio per oggi, domani e per ogni giorno a venire!

Miss in Action, per startup al femminile

Per le Startup al femminile o composte almeno al 50% da donne una occasione di accelerazione grazie al programma

MIA – Miss in Action

Grazie a

  • Digital Magics, incubatore di startup digitali
  • BNP Paribas International Financial Services
  • BNP Paribas Cardif
  • Findomestic
  • Arval Italia
  • BNL Gruppo BNP Paribas

e con il patrocinio del Comune di Milano.

L’acceleratore sceglierà le quattro migliori startup e piccole e medie imprese innovative, che avranno accesso a un programma di formazione e sviluppo del prodotto e servizio, creazione di un prototipo ed evento finale con gli investitori.

Quali sono gli obiettivi del programma?

Principalmente due:

  •  sostenere e promuovere l’imprenditoria femminile
  • contribuire a far crescere la compagine delle donne all’interno dell’ecosistema dell’innovazione italiano

così da sostenere la crescita di nuove professionalità e della competitività dell’Italia!

Layla Pavone, Chief Innovation Marketing and Communication Officer di Digital, in una intervista ad Alley Oop de Il Sole 24 Ore ha dichiarato

Non abbiamo volutamente indicato un settore specifico proprio perché vogliamo conoscere e selezionare i migliori talenti digitali donne italiane, in grado di rispondere alle domande e alle esigenze non solo del mercato, ma anche della società.Per questo è estremamente importante e fa davvero la differenza il team che ha ideato e che ha sviluppato un progetto: deve essere determinato, completo e coeso, tutte caratteristiche che da sempre contraddistinguono noi donne”.

e ancora

MIA – Miss In Action vuole quindi aiutare le donne nello sviluppo del loro potenziale, fornendo strumenti e competenze per costruire, lanciare sul mercato e migliorare imprese digitali di successo”.

Se volete partecipare avete tempo fino al 20 gennaio per inviare la vostra candidatura a www.missinaction.it

Donna e Lavoro, Bando 2018

Il Bando Donna e Lavoro è giunto all’ottava edizione, candida la tua idea di impresa, hai tempo fino al 30 settembre!

Come ogni anno il Concorso intende premiare nuove idee di business al femminile che si tratti di una startup o di una idea innovativa all’interno di un’azienda già esistente e consolidata.

Chi può partecipare?

Purché siate donne, non ci sono limiti di età!

Il premio si rivolge a:

  • Startup con una idea precisa e un team già pronto a realizzarla
  • Imprese che abbiamo un progetto di innovazione al femminile
  • Donne con una idea interessante e realizzabile ma che non hanno ancora un team per rendere l’idea un’impresa

Ovviamente sarà necessario presentare non solo l’idea ma anche un Business Plan che ne attesti la validità e sostenibilità economica, l’inserimento nel mercato di riferimento e i tempi di sviluppo previsti.

Quando scade?

Per presentare la tua idea hai tempo fino al 30 settembre 2018, poi una giuria di esperti valuterà:

  • originalità del progetto
  • realizzabilità e tempi di sviluppo
  • sostenibilità economica
  • mercato di riferimento
  • impatto sociale

I premi

3.000 € al vincitore

2.000 € al secondo classificato

1.000 € al terzo classificato

Più un premio speciale di 500 € ad un progetto di particolare valore sociale

Per candidarsi www.donna-lavoro.it

e se hai bisogno di aiuto per scrivere il tuo progetto contattaci!

 

[Photo by Andrew Neel on Unsplash]

La letteratura delle donne – Intervista a Mariateresa Cascino

Una pausa per parlare di letteratura delle donne.

Ho incontrato Mariateresa Cascino prima che lei andasse in palestra e io dalla parrucchiera. Cose tipicamente da donne, penserete. Se non fosse che sia io che lei ci andiamo nella pausa pranzo incastrando il lavoro, la famiglia e i vari impegni.

Ed è in questo clima di femminilità che ci siamo parlate, la mia doveva essere un’intervista e si è rivelata una chiacchierata, un confronto.

Io sono partita subito con “Qualcosa di rivoluzionario” e lei ha continuato con “Le parole hanno sempre il potere di cambiare il mondo” (Terry Pratchett).

I nostri sguardi si sono accesi e lei mi ha raccontato del Festival – Women’s Fiction Festival – e di quanto sia cambiato dal 2004 ad oggi.

Sono cambiati i temi e le impellenze ma non è cambiata la necessità di parlare alle donne con le donne per allontanare un po’ quel fenomeno della sottoutilizzazione di genere.

É sempre importante ricordarsi che esiste ancora una letteratura di serie A ed una di serie B, a voi capire quella femminile dove sta, ma abbiamo parlato anche di scuola.

Nelle scuole il Women’s Fiction Festival porta gli autori, li fa intervistare ai ragazzi e fa un lavoro eccezionale sull’educazione del pubblico donando ai più giovani occasioni uniche.

Abbiamo parlato del progetto di quest’anno insieme a Giannino Stoppani e di Becky Riches e Silvia Palumbo che con grande impegno lo stanno portando avanti per parlare ai più giovani di legalità, che non basta mai.

Poi le ho chiesto di quali sono le opportunità che il Master in Editoria può offrire a giovani disoccupati della nostra regione e la sua risposta è stata lucidissima:

“É necessario rafforzare le competenze, scoprire e conoscere nuove piattaforme, nuovi strumenti di promozione e comunicazione. É importante che le piccole case editrici del nostro territorio, per aprirsi a nuovi mercati, si aprano anche a nuove professionalità che il Master si propone di formare”.

Ci siamo lasciate con una promessa, continuare a parlare di donne, di letteratura e progetti editoriali!

Creative Speed Up è donna!

L’imprenditoria femminile sarà al centro del primo Creative Speed up!

Ve ne abbiamo già parlato in diverse occasioni ma oggi vogliamo raccontarvi un piccolo retroscena.

Abbiamo ricevuto decine di candidature per il primo Creative Speed Up e ormai la selezione è fatta, aspettiamo solo che arrivi il 19 marzo per cominciare ma c’è un dato importante che desideriamo condividere con voi:

Il primo Creative Speed Up è donna!

Ovvero?

Ben 11 dei 15 selezionati sono donne che arriveranno da tutta Italia a Matera per accelerare la loro idea imprenditoriale.

Le idee proposte sono stupende e spaziano dall’artigianato artistico all’architettura, dai servizi museali al turismo esperienziale.

Quel che sappiamo è che l’imprenditoria femminile è in forte espansione e questo dipende da molteplici ragioni che vanno dagli incentivi all’imprenditoria alla voglia di rimettersi in gioco dopo la maternità senza escludere il desiderio di esprimere se stesse e la propria creatività.

Ora non ci resta che iniziare, voi potrete seguirci e scoprire chi sono le meravigliose donne che faranno parte di questo progetto!

 

 

Donne e digitale: il futuro è già oggi. Intervista a Ida Leone

Ida Leone, potentina innamorata di Matera e di tutta la Basilicata, è una donna che possiede e mostra ogni giorno sul campo tutte le coraggiose e forti caratteristiche che il suo cognome evoca.
Punto di riferimento della Community di Matera 2019, è stata forse anche una delle prime risorse femminili lucane ad appassionarsi e poi diffondere la cultura del digitale nella nostra regione. Ecco perché la scelta di discuterne, insieme a tanto altro, in questa intervista, a cui si è concessa, raccontandoci un po’ di sé.

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R. E quali sono le tue più grandi passioni?
I. Mi piace moltissimo usare i sistemi digitali per entrare e restare in contatto con le persone. Quindi adoro i social network, credo di essere rimasta fra le poche che non demonizzano Facebook: a me ha permesso di ritrovare amici di vecchia data e parenti dei quali non saprei nulla, e invece seguo con piacere le loro vite, e loro la mia. Mi permette anche di affrontare discussioni talvolta molto serie, e a saper leggere fra le righe i SN servono a farsi un’idea abbastanza precisa, e veritiera, delle persone.
Mi piace moltissimo scrivere. Avevo un mio blog personale nel quale scrivevo fin dal 2003, e ora collaboro con vari blog multiautore regionali (Totem Magazine, Passaggio a Sud). Scrivere per me è terapeutico, mi ha aiutato ad uscire da molte situazioni difficili, a livello personale.
Poi adoro cucinare: preparare del cibo per qualcuno è un atto d’amore. E sono anche piuttosto brava 🙂
 
R. A livello lavorativo sei un vulcano d’esperienza. Quanti mestieri hai svolto fino ad oggi?
I. Mi sono occupata a lungo di formazione professionale, prima come responsabile dei progetti formativi in una società privata, poi come consulente della Regione Basilicata, e lì ho anche studiato molto a lungo i regolamenti comunitari, Fondo Sociale Europeo soprattutto. Poi ho fatto il community manager e mi sono occupata di social media management, però da autodidatta.
 
R. Potentina di residenza, materana d’adozione. Quanto sei legata alla tua regione?
I. Moltissimo. Amo tutta la mia regione, senza alcuna distinzione, e i campanilismi – a meno che non si scherzi – mi infastidiscono moltissimo. Ho lottato per Matera con tutte le mie energie, e farei lo stesso per Rionero o Maratea. O Ferrandina! E mi piacerebbe vedere questa unità compatta in tutta la regione. Siamo rimasti così in pochi che farci la guerra non ha alcun senso, dovremmo invece avere tutti il numero di telefono degli altri lucani, e chiamarci più spesso.
 
R. Probabilmente sei stata una delle prime lucane ad accorgerti e partecipare alla grande rivoluzione digitale che sta toccando la nostra regione. Come è nata l’intuizione?
I. Non so se sia stata una intuizione, ho solo dato corso alla mia passione per gli strumenti che avvicinano le persone. Ho una sorella che abita molto lontano, e il digitale attenua moltissimo la mancanza: video Skype, whatsapp, e simili mi consentono di fare la spesa insieme a lei, di “cucinare” a casa sua, di “vederla” molto più spesso di quando poteva accadere anni fa. E quindi mi sono fatta una esperienza sul campo che mi ha consentito di essere considerata una esperta. In realtà sono solo molto curiosa di una cosa che mi appassiona, e ne ho intuito le potenzialità soprattutto per il miglioramento della qualità della vita. Non pago più le bollette facendo la coda alle Poste da anni 🙂 Ho trovato altri come me, fra cui il mitico Piero Paolicelli, che mi hanno introdotto ad altri mondi, open data, coderdojo, etc. Siamo tutti molto fieri di aver contribuito a questa spinta digitale in Basilicata.
 
R. Quanto pensi sia importante il “tocco femminile” in questa rivoluzione?
I. Moltissimo. Il digitale può migliorare la vita delle persone, usandolo con attenzione e buon senso, e molta concretezza. Tutte caratteristiche proprie delle donne!
 
R. Cosa, secondo te, c’è da fare ancora affinché anche in Basilicata e in Italia sia colmato il gap digitale che ci distingue un po’ dal resto del mondo?
I. In realtà in Basilicata non credo manchino cose diverse da quelle che mancano più o meno in tutte le zone periferiche d’Italia, e forse non solo in quelle: la penetrazione capillare dei sistemi digitali fra i cittadini comuni. Moltissimi di noi utilizzano già sistemi digitali per incombenze minime della vita quotidiana: pagare le bollette, prenotare un treno o un albergo, iscrivere a scuola i propri figli, vedere amici lontani, fare riunioni di lavoro a distanza, etc. Ma tanti, soprattutto fasce anziane della popolazione, sono tagliati fuori (e tremo al pensiero di quando sarò IO, quella anziana tagliata fuori) 😀
Sarebbe utile avere scuole di alfabetizzazione digitale, una sorta di “Non è mai troppo tardi” che insegnò a molto italiani a leggere e scrivere. Sono stati fatti degli esperimenti, ma non mi sembra abbiano sortito grandi effetti.
 
R. Ormai in molti ti conoscono per il tuo impegno all’interno della grande macchina organizzativa di Matera 2019. Quand’è scattata la scintilla che ti ha fatto innamorare di questo progetto?
I. Sono stata cooptata da Rossella Tarantino, con la quale avevo già lavorato al progetto Visioni Urbane, e quindi avevo una certa sensibilità, oltre che una mappatura della scena creativa lucana. Avevo già lavorato anche con Alberto Cottica, con il quale si è creata una sintonia molto radicata, su modi e tempi di lavoro, su obiettivi da raggiungere e sul modo col qual raggiungerli. Io ho imparato moltissimo, non a caso lo chiamo “maestro” (facendolo innervosire) 😀 La scintilla è scattata quando ho iniziato a occuparmi di community, e ho capito quale era la mia vocazione: tessere reti, unire nodi, unire puntini, gestire e coordinare discussioni per arrivare ad un qualche obiettivo. Da lì, il progetto mi ha fatto totalmente innamorare.
 
R. Che cos’è per te Matera 2019?
I. Una gigantesca occasione per tutti di mettersi in gioco e uscire dalla zona comfort, sperimentarsi, fare cose diverse, incontrare, ascoltare, capire cosa accade al di là del nostro orticello. Imparare nuovi modi di lavorare, e sperimentarli sulle proprie passioni. Una occasione unica, ed irripetibile. Se la sprechiamo a fare stupide polemiche, passerà e resteremo con in mano solo rimpianti.
 
R. In fase di candidatura sei stata una delle coordinatrici della community digitale di Matera 2019, progetto di cui ora ti occupi a pieno titolo nel virtuoso percorso che sta conducendo il territorio al traguardo dell’anno da Capitale. Quanto ritieni importante questo esperimento?
I. É fondamentale. Perché la rete per sua natura connette persone diversissime fra loro per età, cultura, provenienza geografica, modo di interagire, mestiere e competenze. Ed è esattamente da questi incontri che nascono le contaminazioni, e si capisce che un problema può essere risolto in un modo totalmente inedito, se lo guarda un ingegnere piuttosto che un poeta, o viceversa. Questo purché ci sia poi qualcuno che fa sintesi di una discussione, e media, e propone una soluzione. É la grande lezione di Fabrizio Barca. Chi è capace di attivare una ampia discussione su un problema, vedere le soluzioni inedite proposte, e poi fare sintesi, dice Barca, quello è un leader.
E un leader vero, mi ha detto una volta un amico in gamba, non è quello che comanda, ma quello che fa nascere altri leader.
 
R. É vero che è diventato una sorta di case history anche per altre realtà?
I. Siamo andati a presentare la nostra community in vari contesti nazionali, vincendo perfino qualche premio. Certo ha funzionato, la nostra community, se è vero che appena la abbiamo riaperta in vista del 2019 sono fioccate le richieste di iscrizioni e i progetti proposti. Sta accadendo in questi giorni, ed è una cosa che ci riempie di soddisfazione, come se ci avessero aspettato al varco. Vuol dire che il “metodo community” aveva lasciato un buon ricordo.
 
R. Altri progetti ambiziosi che sostieni e porti avanti?
I. Ho portato nella mia città le cose che ho imparato a Matera durante il percorso di candidatura. Mi è piaciuto molto vedere come i cittadini si sono coagulati intorno ad un obiettivo, e come lo hanno sostenuto, dimenticando anche dissapori e difficoltà di relazione. Ho pensato che la stessa cosa potesse fare bene alla mia città. Quindi ho costituito una associazione con pochi amici fidati, e abbiamo lavorato per mettere in piedi un comitato per candidare il ponte Musmeci, che è un bellissimo monumento della mia città, a Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Una sfida complicata, e non ci importa se va davvero in porto. Ci importa che si lavori insieme, che si crei appunto una comunità coesa intorno ad un obiettivo comune molto alto. In parte sta già accadendo.
Nel frattempo, abbiamo portato a Potenza per la prima volta due format internazionali: il TEDx e il Poetry Slam. Due risultati di cui andiamo molto fieri.
 
R. Se dovessi dare un consiglio a chi si vuol approcciare oggi al mondo del digitale, cosa consiglieresti?
I. Di partire dalle cose che lo appassionano. Che sia fare parte di un gruppo di fan di Jovanotti, che sia scrivere, che sia occuparsi di news o che sia contattare amici lontani. Poi, piano piano, il raggio di azione si allarga, e con un minimo di buon senso si capiscono anche le trappole della rete e si impara a schivarle.
 
R. Cosa ti aspetti dal futuro di questa regione?
I. Che allarghi i suoi orizzonti. Che esca dalla trappola del clientelismo e impari a camminare con le sue gambe, senza fare anticamera col cappello in mano da nessuna parte. E’ una scelta scomoda, richiede coraggio, ma è l’unica via. C’è un mondo là fuori che aspetta solo noi: la nostra meravigliosa natura ancora in ampie aree selvaggia, il nostro modo silenzioso e sottotraccia di fare le cose belle, la nostra testardaggine contadina. Siamo bravi e dobbiamo gridarlo al mondo.
 
R. E cosa ti aspetti dal tuo futuro?
I. Niente. É tutto da costruire. Così qualunque cosa di minimamente buono accada, è sempre un regalo. E se accadono cose spiacevoli, ce le prendiamo, vada come deve andare.
Domani, come diceva Scarlet O’Hara, è un altro giorno.

The book seeker, nella rete dei libri

Mariateresa ha 31 anni, quando la incontro un venerdì mattina nella sala relax del Comincenter, dopo alcuni brevi messaggi scambiati sui social, porta al collo un bellissimo ciondolo che rappresenta il mondo, indossa un maglione rosa antico, ha gli occhi e le labbra truccate in modo leggero ed elegante. Ispira subito delicatezza e pure intraprendenza,  precisione,  intelligenza profonda, curiosità estrema.

Chiacchierando, scopriamo che, come me, ha origini montesi ma che ormai da più di 18 anni vive a Matera. Laureata in Scienza della Formazione primaria è una lettrice onnivora, e  da buon sagittario è una grande  “cercatrice”. É stato proprio  un verbo associato  al suo segno zodiacale in un articolo inglese, ad ispirarle il suo nickname per il suo blog letterario e per il suo account instangram, The book seeker.

Spulciando su quest’ultimo ti rendi subito conto che le recensioni dei libri che propone sono assai eterogenee.

Da dove nasce la tua passione per la letteratura?

Sono nata in un ambiente colto, sono stata immersa nella cultura cinematografica e in quella  letteraria da sempre. Sono nata e mi hanno messo in mano libri e fumetti. Mia madre è un’insegnante e mio padre ha una cultura molto vasta soprattutto  nel mondo cinema. Per me questa passione è stata qualcosa di naturale.

Cosa ti ha spinto a condividere questa passione con gli altri attraverso i canali digitali e social?

Come percorso è nato principalmente su YouTube, ho iniziato a fare recensioni attraverso quel canale. Avevo ripreso a leggere più assiduamente e avevo la necessità di parlare dei libri che leggevo. Da autodidatta avevo già imparato ad usare Photoshop e altri programmi di montaggio video. Tuttavia per mancanza di tempo mi sono dovuta fermare e mi sono spostata sul blog, che è un po’ più veloce da gestire e da lì oggi si ramificano  tutti gli altri account  social.

Tra tutti i social quale ritieni sia quello che arriva con più facilità al pubblico del web?

Sicuramente Instagram, perché l’immagine è più immediata, cattura di più l’attenzione soprattutto se è accattivante e se curi la presentazione e  mi diverto un sacco ad orchestrare la composizione  delle foto. Ho una reflex, conosco poco la tecnica ma punto soprattutto sul gusto estetico.

Attualmente puoi considerare questa tua attività una passione o un lavoro?

É una passione, anche se ho avuto dei contatti con delle case editrici, che mi hanno mandato su mia richiesta dei testi. Certo, mi piacerebbe che lo diventasse. Leggo ciò che mi va e in qualche caso recensisco autori emergenti.

Quali sono i  tuoi autori preferiti?

Stefano Benni, lo seguo da sempre e Camilleri, autore che mi ha fatto conoscere mio padre. Ho sempre avuto una passione sia per la linguistica che per l’evoluzione delle lingue e le diverse differenze tra i dialetti. In questo momento sto leggendo un libro edito da Adelphi  che si chiama  Epepe  che ha come tema l’incomunicabilità.

Quali sono i futuri sviluppi legati al tuo blog?

Tra i miei progetti c’è l’idea di coinvolgere locali della città, chiedendo loro se ci sono dei libri che li hanno ispirati, mi piacerebbe raccontarne, unendo quindi l’ aspetto turistico a quello  culturale.

Ci sono aneddoti che ti sono capitati legati al blog o persone interessanti conosciute?

Tra tutte la realtà quella di Nativi digitali è una tra le più interessanti che ho conosciuto. Pubblicano soprattutto  esordienti . Ho scoperto anche chicche pubblicate da case editrici piccolissime, o addirittura auto-pubblicate, e tramite il blog ho scoperto che il padre di un mio amico ha aperto una casa editrice. La rete nasce commentandosi, leggendosi a vicenda, ci si ingrandisce così.

Esistono delle comunità virtuali di bloggers?

Ho trovato più amichevole la comunità di YouTube, avevano creato un gruppo su Facebook, si scambiavano opinioni e si stringeva amicizia più facilmente. I blog li trovo un po più freddi.

Si può influenzare attraverso un canale social la lettura di un libro?

Di solito i followers hanno già uno spirito critico, che si sono creati autonomamente con la lettura. Puoi influenzare i quattordicenni magari legati ancora ai Best Sellers del momento,  ai quali puoi proporre un altro tipo di lettura, sempre con molta cautela.

Lo scambio sul web è proficuo?

Sì, certo mi arrivano un sacco di consigli, con alcuni blogger abbiamo un bellissimo scambio.

Ci sono passioni collaterali che ti ispirano?

Tutto, qualunque quadro io guardi, qualunque film io veda, questo può fornirmi uno spunto, può ispirarmi.

Tieni in particolare a  veicolare un messaggio?

Innanzitutto una cosa che cerco di far passare sempre è di smetterla con lo stereotipo del lettore solitario, complessato, triste, dimesso, sfigato e pure allo stesso tempo di quello speciale che legge un sacco. Siamo persone normali, possiamo interessarci a cose frivole e avere una vita sociale normalissima. Ciò che tengo a difendere spesso sono le sfumature. Non bisogna mai vivere a compartimenti stagni e soprattutto avere della cultura un’idea di freschezza, arricchimento e libertà.

L’ultimo libro che hai letto?

Donne in fuga”  con il sottotitolo vite ribelli nel Medioevo, è un breve saggio di una docente universitaria che dall’esame di carte processuali e notarili, ed epistolari ha ricostruito vicende di donne vissute nel medioevo, le quali  vite sono tutte collegate dalla fuga. Essere donna nel Medioevo significava essere donne in fuga e ribellarsi a qualcosa, dalla ribellione più piccola a quella estrema come il suicidio, per uscire da situazioni insostenibili, come un matrimonio di costrizione,  un marito violento e ostile.