La formula magica del marketing? Scelta, relazione, etica.

Il marketing non è uno strumento di manipolazione. È l’insieme delle strategie che consentono a un’impresa di connettersi con le persone interessate a quel prodotto o servizio. O meglio, a quei valori.

Il marketing è onesto. Dovrebbe esserlo sempre. È uno strumento, come un martello: puoi usarlo per fissare un ricordo felice al muro o per sfasciare l’auto del vicino. La differenza la fanno le persone e la loro etica.

Donna e Lavoro, Bando 2018

Il Bando Donna e Lavoro è giunto all’ottava edizione, candida la tua idea di impresa, hai tempo fino al 30 settembre!

Come ogni anno il Concorso intende premiare nuove idee di business al femminile che si tratti di una startup o di una idea innovativa all’interno di un’azienda già esistente e consolidata.

Chi può partecipare?

Purché siate donne, non ci sono limiti di età!

Il premio si rivolge a:

  • Startup con una idea precisa e un team già pronto a realizzarla
  • Imprese che abbiamo un progetto di innovazione al femminile
  • Donne con una idea interessante e realizzabile ma che non hanno ancora un team per rendere l’idea un’impresa

Ovviamente sarà necessario presentare non solo l’idea ma anche un Business Plan che ne attesti la validità e sostenibilità economica, l’inserimento nel mercato di riferimento e i tempi di sviluppo previsti.

Quando scade?

Per presentare la tua idea hai tempo fino al 30 settembre 2018, poi una giuria di esperti valuterà:

  • originalità del progetto
  • realizzabilità e tempi di sviluppo
  • sostenibilità economica
  • mercato di riferimento
  • impatto sociale

I premi

3.000 € al vincitore

2.000 € al secondo classificato

1.000 € al terzo classificato

Più un premio speciale di 500 € ad un progetto di particolare valore sociale

Per candidarsi www.donna-lavoro.it

e se hai bisogno di aiuto per scrivere il tuo progetto contattaci!

 

[Photo by Andrew Neel on Unsplash]

Perché fare impresa culturale e creativa. Creative Speed Up

L’impresa culturale e creativa, con la legge di stabilità 2018, è diventata una realtà giuridica, in un settore strategico in cui investire.

Perché fare impresa culturale e creativa? Non certamente (solo) per il credito d’imposta al 30%, cioè un’agevolazione sui costi sostenuti per le attività di sviluppo di prodotti e servizi culturali e creativi.

Non aspettare che qualcun altro abbia la tua stessa idea ma più coraggio e fiducia per metterla in piedi!

Secondo studi recenti 89,9 miliardi di euro, il 6% della produzione della ricchezza nazionale, è opera dell’impresa culturale e creativa, dati in crescita dell’1,8 percento.

Calcolando gli effetti sul resto dell’economia si ha, invece, un effetto moltiplicatore pari a 1,8.

“In altri termini, per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori.  Gli 89,9 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 160 per arrivare a quei 250 miliardi prodotti dall’intera filiera culturale, il 16,7% del valore aggiunto nazionale, col turismo come primo beneficiario di questo effetto volano”. (Io sono cultura, Fondazione Symbola e Unioncamere in collaborazione con la Regione Marche)

In più, il 39,7 percento della spesa turistica è attirata dalla proposta dell’offerta della produzione culturale.

Con la cultura, è proprio il caso di dirlo, si mangia! Ma quali sono queste industrie/ imprese culturali e creative?

Ovviamente musei, gallerie, festival, letteratura e cinema ma anche tutte quelle realtà che traggono dalla cultura a dalla creatività la loro forza competitiva.

Design, architettura, comunicazione, e tutte quelle aziende “che sviluppano servizi per altre filiere e veicolano contenuti e innovazione nel resto dell’economia – dal turismo all’enogastronomia alla manifattura – dando vita ad una cerniera, […] che va dalla manifattura evoluta, appunto, all’artigianato artistico”.

Ma come creare un’impresa culturale e creativa?

La nostra partnership con Materahub ha inizio proprio da questa domanda.

Per questo abbiamo pensato strutturato insieme il Creative Speed Up: il corso/percorso per trasformare le idee in imprese culturali.

Alla fine del percorso,  per te  una borsa di studio in un paese della Comunità Europea e testare la tua impresa culturale e creativa.

Ho un’idea e ora che faccio?

Le idee sono meravigliose, scatenano la nostra fantasia e creatività, non ci lasciano dormire la notte e pensiamo in continuazione a cosa fare per renderle reali.

Ma avere un’idea non basta, per trasformarla in un’impresa serve molto di più: dedizione, metodo, strumenti, confronto, errori e fallimenti!

E se ti stai chiedendo come, proviamo a darti qualche step da seguire

  1. L’idea in sé non basta, sviluppala! Sviscera tutto il suo potenziale senza fermarti all’embrione
  2. Verifica che sia plausibile, ovvero rispondi alla famigerata domanda “può stare sul mercato?”
  3. Conosci il tuo mercato! Studia e fai ricerca per capire se la tua idea incontra gusti e bisogni del mercato a cui hai pensato. Più che dalla tua idea, parti dal tuo target
  4. Scrivi un Business Plan! Questo è lo step più difficile, come si scrive un BP?
  5. Crea una tua rete! Non pensare di poter fare tutto da solo, avrai bisogno di altri professionisti che ti aiutino a rendere la tua idea un’impresa!
  6. Sii paziente, non aver paura degli errori né dei competitors

E siccome sappiamo che oltre a questo c’è molto altro da fare abbiamo pensato di darti un’opportunità!

Abbiamo creato il primo Creative Speed Up, un percorso di accelerazione per aspiranti e neo-imprenditori delle industrie culturali e creative! Scopri cos’è e come funziona ma sappi che c’è posto solo per 15 persone: le più determinate e motivate!

Come mettersi in proprio al Sud? La ricetta di Cacciapuoti

Per me fare impresa è trasformare una idea in realtà. Fare si che questa idea crei connessioni, rapporti, chiaramente risultati economici, posti di lavoro. Qualcosa che duri nel tempo e che dia soddisfazioni professionali e morali

Se provate a cercare su Google «mettersi in proprio» trovate oltre 500mila risultati, e fra la miriade di informazioni, le incertezze, gli spunti, i bandi, da questa ricerca si esce frastornati e ancora più confusi di prima. Ma cosa manca ai giovani del Sud? Quali sono le difficoltà maggiori di chi vuole avviare un’impresa e quali i vantaggi e le opportunità che ci sono ad oggi? Ne abbiamo parlato con Roberto Cacciapuoti, dottore commercialista “made in Puglia”, Perito e Curatore Fallimentare del tribunale di Bari e Consulente Arti Regione Puglia per “Pin Sblocca il tuo futuro!”

Nel mondo delle app, delle startup, dei social, sembra che anche fare impresa sia diventata un po’ una attività usa e getta: hai una fantastica idea, fai una app strabiliante e la rivendi al miglior offerente per diventare subito milionario. Quanto c’è di reale in Italia del mito della Silicon Valley?
L’impresa è un’altra cosa, quello che tu hai descritto è fare soldi. Per me fare impresa è trasformare una idea in realtà. Fare si che questa idea crei connessioni, rapporti, chiaramente risultati economici, posti di lavoro. Qualcosa che duri nel tempo e che dia soddisfazioni professionali e morali. Per me questo è fare impresa. Quello di cui mi parli è come vincere con un biglietto della lotteria, un gratta e vinci. E’ chiaro che anche questo esiste in Italia e ben venga. Ma ti posso garantire che una mia soddisfazione professionale è stata accompagnare dei ragazzi da un notaio per la nascita della loro prima impresa e sentirgli dire “questa è la prima”. Ho fiducia in quei ragazzi. E’ solo la prima ne sono convinto.

Condividere con altri da sempre offre soluzioni concrete e strumenti per abbattere i costi aziendali. A me viene in mente il coworking, per esempio. Quali altri strumenti in questo senso possono essere utili a chi abbia un’impresa in Italia oggi?
Se parliamo di imprenditori, professionisti, sono d’accordo con te che il coworking è decisamente una ottima idea. Purtroppo chi inizia non sempre può permettersi un fitto di un ufficio, programmi, stampanti multifunzione, attrezzature varie. Se parliamo di una impresa penso ai Consorzi. L’unione fa sempre la forza. Faccio un semplice esempio. Se dieci aziende si dovessero unire potrebbero risparmiare anche solo sulla carta della stampante. Le possibilità sono infinite.

 

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workshop 

SCARTOFFIE E BUROCRAZIA? NO PROBLEM!

Stai pensando di metterti in proprio ma non sai da dove iniziare? 
Posizione fiscale, tasse, regime dei minimi e inps sono peggio del mal di denti?
Insieme a Roberto Cacciapuoti potrai sciogliere i tuoi dubbi e capire qual è la soluzione più adatta per trasformare la tua idea in una impresa. 

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In una ipotetica top ten, quali sono le tre maggiori difficoltà che riscontri in chi si rivolge a te per aprire una sua attività?
La domanda meriterebbe una riflessione molto più ampia ma cercherò comunque di rispondere.
1. Difficoltà nel reperire i primi fondi per intraprendere l’attività.
2. Difficoltà nell’approcciarsi ai principi contabili di base.
3. Difficoltà nel gestire, in un arco temporale ampio, entrate spese e imposte.

Mi racconti di un progetto che hai seguito e che ti sta particolarmente a cuore?
Questa domanda non è facile. Devi sapere che sono specializzato nell’ambito spettacolo. Una decina di anni fa ho incontrato dei ragazzi. Licia e Riccardo erano Fibre Parallele ed avevano una idea artistica. Insieme abbiamo acquisito un metodo di lavoro che ha fatto si che l’idea si trasformasse in una impresa. Oggi sono una compagnia ministeriale riconosciuta. Nel 2014 Licia Lanera ha vinto il premio Ubu come miglior attrice italiana under 35.

Produzione di beni materiali o servizi? Qual è il trend del momento e secondo te, quale la prospettiva?
Assolutamente servizi per me. Non ti nego che ho pochissimi clienti che producono e vendono. Torniamo alla tua prima domanda. L’idea, il servizio migliore, questo è il trend del momento e sicuramente del prossimo futuro.

Aiuto le tasse! Personalmente mi piace ancora vivere nell’illusione che pagare le tasse sia un dovere per riuscire a contribuire in maniera positiva alla crescita della comunità, per poter permettere alle amministrazioni di fornire servizi alle persone, alle famiglie, alle scuole, alle disabilità e così via. D’altro canto essendo imprenditrice so benissimo quanto pesino a fine mese e a chiusura di bilancio. Esistono strumenti e agevolazioni reali per facilitare l’avvio di un’attività? Mi fai un esempio che ritieni davvero utile?
Seguire i bandi è sicuramente una ottima idea. Chiunque vorrebbe una mano nell’iniziare, ma attenzione a sfruttarli nel modo giusto. Certamente le agevolazioni fiscali ultimamente introdotte, come il regime agevolato forfettario, risultano validi strumenti. Come ogni cosa, però, va capito quali sono gli strumenti che realmente si adattano alle nostre esigenze, alla nostra idea imprenditoriale.

Un altro problema spinoso è il rapporto con le banche: è davvero così difficile entrare in un istituto di credito e risultare credibili, per una persona che non ha mai fatto impresa? Perché?
Purtroppo sì, affrontiamo un argomento spinoso. Anche le banche sono imprese e fanno le proprie scelte. Devo dire però che ultimamente noto una maggiore elasticità. Ci sono gruppi di banche più propense ad offrire credito.

Domanda da un milione di dollari: Come si fa a capire se si è pronti per aprire un’attività? Qual è il presupposto che secondo te non può mancare a chi vuole intraprendere questa sfida?
E’ una scintilla. Una scelta che nasce dalla propria volontà di essere imprenditore. Ecco questo non deve mancar: la consapevolezza di diventare un imprenditore, con tutti i suoi pregi ma anche i rischi.

Fai una call a tutti i ragazzi che hanno ottime idee di business ma spesso non possiedono gli strumenti e la fiducia in se stessi per farle diventare reali:
Ragazzi unitevi, unite le forze, unite le idee, trovate il collega, il socio giusto e lanciatevi. Se ben seguiti, rischiando qualcosina, potreste raggiungere il vostro sogno.

 

[fonte ilmattinodifoggia.it]