Donne e lavoro: 10 luoghi comuni rovesciati!

Non sono un’amante della dicotomia donne vs uomini, anzi non ci credo affatto e sentirne parlare nel 2017 mi fa vecchio come parlare di Destra e Sinistra. La parità? Sta nella collaborazione. Si fa team. Si è pari quando ognuno, con le sue peculiarità e con i suoi difetti, concorre alla realizzazione di un successo comune. La realtà?

Nel lavoro di tutti i giorni sbatto la faccia contro la cultura di Adamo ed Eva! Essere donna risente ancora del peccato originale e spesso siamo proprio noi donne ad accettare inconsapevolmente questa situazione.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva un uomo che aveva capito un sacco di cose. Da dove partire? Da noi stesse.

Qualche giorno fa leggevo sul libro di Manuel Schneer e Adriana Velazques, Come costruire il tuo brand, (ed. da gueriniNext in collaborazione con AIDP) una lista delle difficoltà che più o meno tutte noi donne siamo chiamate ad affrontare ogni giorno, in ambito professionale. Lo spunto è interessante, mi ha fatto riflettere moltissimo, ho provato a darmi una risposta ad ogni problema posto:

  • [problema] la bassa autostima

Nessuno può dirti quanto vali, chiedilo solo a te stessa.

  • [problema] acquistare il discorso maschile

Essere leader o professioniste di un settore non vuol dire comportarsi meno da donne, anzi!

  • [problema] sentirsi in colpa di crescere e trionfare

Ma perché? Non ne abbiamo il diritto anche noi?

  • [problema] accettare l’opposizione (madre/compagna/fidanzata/moglie) vs crescita personale, professionale ed economica

Noi donne siamo capaci di fare entrambe le cose e, quando il nostro nucleo familiare funziona come un team, ne beneficiano sia moglie che marito!

  • [problema] uso improprio della bellezza e seduzione

Essere piacevoli, avere un bell’aspetto, utilizzare la seduzione non sono sempre l’arma giusta, spesso e volentieri sono un boomerang ad altissima velocità dritto in testa. Attenzione! Non sto dicendo che la sensualità sia una cosa sbagliata (ci appartiene di natura) ma è un’arma da utilizzare con molta cautela: non diamo il diritto a un uomo di metterci un’etichetta!

  • [problema] accettare la scadenza dell’orologio biologico

C’è un’età per ogni cosa, forse è vero, ma la voglia di mettersi in gioco, di migliorarsi sempre, l’ambizione nel raggiungere i propri desideri non scade né dopo i 30 né i 40 eccetera, eccetera!

  • [problema] accettare i mandati sociali e religiosi

Si commenta da sola: donne e uomini, molto prima di noi, sono morti per darci la libertà di vivere fuori dai dogmi. Non sprechiamo quest’opportunità.

  • [problema] sentirsi non amata, non accettata

I canoni, le etichette, il contesto in cui ognuna di noi vive e lavora ogni giorno spesso ci schiacciano come formiche. Meglio allontanare le persone negative, gli invidiosi, i pessimisti. Circondiamoci di persone costruttive, empatiche, disposte alla relazione.

  • [problema] bloccarsi e perdersi nelle situazioni competitive

Guardiamo al raggiungimento del risultato invece! Ognuna di noi ha innato il talento della negoziazione, basta pensare a come convinciamo i nostri figli a magiare una mela piuttosto che una brioche! Coltiviamo questo nostro aspetto e usiamolo, invece di criticare le Louboutin della donna che ci sta di fronte!

  • [problema] il pregiudizio

É una bestia nera che nessuno è mai riuscito sconfiggere. É una lotta contro i mulini a vento, non cadiamo nella trappola di Don Chisciotte. Le opinioni degli altri si cambiano solo con il lavoro serio, costante, autentico… e non è detto che ci si riesca. Pazienza siamo 7,5 mld di persone nel mondo: non possiamo piacere a tutti 🙂

 

 

 

Matera 2019 a caccia di 40 talenti

Il 2019 è sempre più vicino e la Fondazione Matera 2019 cerca 40 talenti da inserire nel processo di Build Up per i ruoli di Change Makers e Linkers.

Ovvero?

I Matera Change MAKERS hanno un profilo legato alla pianificazione, sviluppo, produzione, monitoraggio e rendicontazione dei progetti culturali, con attenzione e conoscenza dei processi di produzione culturale da un lato e dall’altro con attenzione al monitoraggio dei tempi e dei budget di produzione.

I Matera Linkers sono audience developers e community builders il cui lavoro è collegare le iniziative culturali ai potenziali gruppi target, stabilendo relazioni sostenibili, in un rapporto quanto più possibile personalizzato.

Leggete il bando, candidatevi e in bocca al lupo!

A proposito di Cv

Nelle prime due settimane di lavoro ogni giorno è arrivato qualcuno da me con questa domanda “C’è un lavoro per me?”

E io che stavo qui tra le carte, i file, i social, la lavagna davanti la scrivania e l’imbianchino che intanto tinteggiava tiravo su la testa e dicevo “Lavoro? Scusa, hai detto lavoro? Oh no, non ce l’ho un lavoro e non sai quanto questo mi dispiaccia ma giuro che farò qualcosa!”

E così è successo di organizzare due Career Day in un solo mese! Telefonate, e-mail, appuntamenti e pronti con 2 date in cui provare a offrire occasioni a chi sta cercando un lavoro.

Ed è successo anche che il post in cui spieghiamo cosa sono e come funzionano i Career Day abbia fatto oltre mille click e che io mi sia ritrovata inondata di mail e di Cv, che è una cosa bella ma che al tempo stesso mi ha fatto riflettere molto.

Ho pensato a quando si manda un Cv, a quello che si prova, a quante volte lo si rilegge prima di fare invio e a cosa si scrive nella mail in cui c’è il fatidico allegato.

E mi sono resa conto che spesso la ricerca di lavoro è un atto istintivo, come se si debba fare perché “qualcuno” ce lo chiede e che può generare vergogna o imbarazzo; così come è successo ad una mamma che parlando al posto della figlia – in quel momento presente – mi ha chiesto “che per caso c’è un lavoro?” e io pensavo fosse per lei e invece no, era per sua figlia che nel frattempo non ha nemmeno detto il suo nome.

E allora penso a questi Cv che sono arrivati…alcuni oltre le 10 pagine, altri senza foto e altri ancora in un file word che poi io li ho aperti e l’impaginazione era andata a farsi un giro chi sa dove.

Allora ho ripensato all’emozione che si prova quando ci si candida per un lavoro e che forse, troppo spesso, siamo sbrigativi. E la fretta ci fa fare cose distratte e che in tutto quello che facciamo è necessaria un po’ di cura.

E ho pensato che forse i Career Day non bastano, che ci vuole anche qualcosa prima.

Qualcosa che porti al centro le persone e poi il lavoro, che tenga conto del prendersi cura dei propri desideri e poi del Cv, che ci porti, prima di fare invio, a scegliere le parole da scrivere; perché le parole sono importanti!

Presto vi racconterò a cosa sto pensando.

 

[Photo by Cathryn Lavery on Unsplash]

4 consigli per migliorare la tua presenza sui social

Costruire un profilo social solido richiede tempo, costanza e pazienza. Ma ne vale la pena se lo fai nell’ottica di costruire il tuo brand personale e dare una spintarella alla tua carriera. Attenzione però, i social sono solo uno strumento di visibilità, non crediamo ciecamente nella loro trascendentale onnipotenza, ma sicuramente sono il tool del momento, è obbligatorio conoscerne il funzionamento e gestirli al meglio.

Se i tuoi insights sono senza infamia né gloria, se posti tutto il tempo ma non hai followers, se sei su decine di piattaforme da cui sei sopraffatto e stai pensando di arrenderti… se ti senti perso nel marasma dello stream, prova a seguire questi quattro consigli per migliorare la qualità della tua presenza sui social.

 

1- Stabilisci un obiettivo chiaro.

Per far sì che tutti i tuoi sforzi non si perdano nel nulla, hai bisogno di avere chiara la direzione da seguire. Inizia a pianificare le tue azioni. Chiediti quali sono i tuoi obiettivi e qual è il risultato che ti aspetti.
Stai cercando un nuovo lavoro? Vuoi far cresere la tua rete? Vuoi posizionarti come influencer?

Una volta stabilito l’obiettivo principale sei a metà dell’opera.

 

2- Limita le piattaforme.

Scegli i social su cui investire tempo per la tua carriera e, se ti va, tieni tutti gli altri per svago. Per la maggior parte degli obiettivi di carriera raccomandiamo LinkedIn e Twitter. Questo non significa che devi disiscriverti da tutte le altre piattaforme, e nemmeno che magari per la tua professione non vadano bene altri social. Se per esempio lavori nel campo dell’artigianato artistico, nel mondo della moda o della gioielleria, Pinterest e instagram potrebbero fare al caso tuo. Se sei un illustratore, un designer, un grafico, ti consigliamo di dare un’occhiata a Behance. A ogni obiettivo professionale il suo social. Sperimenta fino a trovare quello che più si adatta alle tue esigenze.

 

3- Aggiungi valore alle conversazioni

Condividere articoli è un ottimo metodo per dire la tua su temi particolare e metterti in contatto con nuove persone. Ma se vuoi davvero dare impulso alle tue attività devi fare molto di più che pubblicare un articolo, devi condividere i tuoi pensieri.

Si tratta di aggiungere valore reale alle tue conversazioni, e aiutare le persone a comprendere la tua prospettiva e, per estensione, a conoscerti meglio.

Saresti sorpreso di quanto una semplice domanda può creare engagement, coinvolgimento. Per esempio, supponiamo che stai condividendo un articolo su come costruire realazioni, ecco qualche domanda che potresti porre:

> Come fai ad essere sicuro che stai costruendo relazioni di qualità?
> Qual è la tua più grande sfida quando si tratta di costruire relazioni?
> Qual è il tuo consiglio migliore per quanto riguarda il networking?

La chiave sta nel fare domande “aperte“, in modo da non chiudere la conversazione con un semplice “si” o “no”.

Lo scopo non è condividere l’invenzione o la nuova teoria del secolo, ma diffondere la tua voce, essere coinvolgente, relazionarti con gli altri.

 

4- Diventa uno Storyteller

Hai notato che ultimamente sempre più persone condividono aneddoti personali sui social? Ebbene sì! Il coinvolgimento passa anche da questo: creare un legame empatico con la persona dall’altra parte dello schermo. Ricorda, quello che condividi non deve conformarsi ad uno schema predefinito. Essere te stesso è il miglior modo di aggiungere valore a quello che dici.

 

Per concludere, come sicuramente avrai notato, rafforzare la tua presenza sui social non è una questione di “ok, fatto” per poi tornarci una settimana dopo… Richiede lavoro e costanza proprio come nelle relazioni reali.

Good luck!!!

 

 

 

Sentire con gli occhi

Circa 70 milioni di persone nel mondo sono accomunate da disabilità uditiva.

Avete mai provato a immaginare cosa significhi guardare un film, un documentario, una video guida e non poterne ascoltare l’audio?

Che non vuol dire solo i dialoghi ma i rumori, la musica, i suoni.

Per questo è necessario realizzare dei sottotitoli che siano intralinguistici, ovvero una riformulazione scritta di tutto il contenuto sonoro di un audiovisivo, inclusi gli aspetti verbali, non verbali e paraverbali, e si rivolgono a un pubblico non udente.

I sottotitoli, quindi, aiutano i sordi a “sentire con gli occhi” e interrompono il silenzio che li circonda.

Diventare esperti di sottotitoli intralinguistici può essere una grande opportunità professionale ancora troppo inesplorata!

Per questo al Comincenter, in collaborazione con I Sassi d’Oro realizzeremo un Workshop gratuito per massimo 15 partecipanti dedicato alla realizzazione di sottotitoli per non udenti!

[button text=”Scopri i dettagli e iscriviti!” url=”http://isassidoro.com/workshops-2017/” background_color=”#0095ff” text_color=”#ffffff” style=”lt_flat” size=”default” icon=”” open_new_window=”true” rounded=”true”]

 

2 Settimane al Comincenter e mi trovo benissimo.

Ciao tutti sono David Gutierrez vengo delle Isole Canarie (Spagna), in questo periodo sto lavorando al Comincenter grazie al programma Erasmus for Young Entrepreneurs.

In questo articolo vi parleró dei miei primi 15 giorni al Comincenter e sono stati molto positivi. Il Comincenter è un centro di formazione giovanile che funziona da tre anni e lavora nel settore del Digitale eppure con le diverse Strategie di Marketing e Comunicazione, da settembre sono cambiate un po’ le cose,  poichè iniziano un nuovo progetto innovatore e di cui sono molto contento di iniziarlo insieme a loro. La prima settimana ho avuto il piacere di conoscere i responsabili di questo centro ad Antonio e Stefania due persone fantastiche che mi hanno fatto sentire come a casa.

Nel corso della prima settimana ho potuto conoscere molto meglio a Stefania la nuova responsabile del Comincenter e capire di più  quali sono le sue idee per questo nuovo progetto, e veramente tutte le sue idee mi sono piaciuti tanto, da cambiare l’aspetto di tutte le sale di questo centro e farlo diventare piu giovanile e moderno e sul quale abbiamo lavorato tutta la settimana, fino a capire i devirsi tipi di servizi che offre il comincenter (imprenditorialità ,innovazione, come sviluppare una nuova idea, corsi di formazione sul digital Marketing, social media, spazio di coworking, ricerca di lavoro, ambiente dinamico e giovanile etc.).

Nella seconda settimana il Comincenter continua a rinnovare la sua estetica per fare la cosa più interessante, giovanile ed accogliente e veramente è andata a buon fine.  Stefania mi ha insegnato a come gestire le cose basiche del centro e mettere in pratica la promozione delle nuove idee che abbiamo in mente.

Davvero sono molto motivato e felice di aver scelto il Comincenter di Matera per sviluppare il mio progetto per Giovani Imprenditore, finché  posso condividere e apportare nuove idee e allo stesso modo  sono sicuro che posso imparare tante cose ed acquistare quelle competenze necessarie per sviluppare al massimo questo progetto. Tutti i lavoratori del comincenter sono imprenditori ed innovatori che hanno una grande esperienza nel settore.

 

 

Ciao Luca.

Oggi è un giorno particolare, un misto di tristezza e di entusiasmo lo caratterizzano in ogni minuto che passa. Luca, il nostro Community Manager lascia il Comincenter. Parte per una nuova avventura, nel cuore dell’Asia. Siamo felici per lui e curiosi di vedere tutte le meraviglie che riuscirà a fare.

Noi restiamo nella nostra bella Basilicata, dove ci aspetta un nuovo anno di attività e nuove opportunità per studenti, ragazzi, freelance.

Ricordiamo chiaramente il giorno in cui tre anni e mezzo fa Luca propose al team di Universosud l’idea embrionale del Comincenter. Nessuno aveva creduto in questo progetto. Ricordiamo le facce e i commenti di tanti che ci guardavano come alieni. Ne abbiamo fatta tanta di strada da allora. Con entusiasmo, abbiamo sempre investito risorse, tempo, notti insonni, per fare in modo che quella struttura diventasse un contenitore di idee e di opportunità. E continuerà ad esserlo per i prossimi anni.

I commenti e le condivisioni che da ieri tante persone stanno divulgando sui social, sono per noi motivo di orgoglio perché vuol dire che qualcosina di buono, credendo anche in un professionista come Luca, l’abbiamo fatta.

Luca se ne va e, credeteci, siamo per primi noi soffrire. Ci mancherà sia come professionista, ma soprattutto come amico.

Le scelte personali e aziendali ci portano a intraprendere percorsi diversi, ma con una certezza: serenamente e di comune accordo intraprendiamo strade diverse, scopriamo nuovi sentieri, con l’obiettivo comune di essere innovatori e di creare comunità di gente con la voglia di crescere e migliorarsi sempre, che sia a Matera, in Asia in qualsiasi altro posto del mondo. Questa decisione per quanto difficile da accettare, non stravolgerà quello che il team del Comincenter ha costruito negli anni.

Ci rivediamo il 5 settembre per scoprire insieme il nuovo orizzonte che ci aspetta.

Social media: 5 errori fatali per un job seeker!

Nell'era del digitale, i social media sono parte integrante della ricerca lavoro, da usare LinkedIn per espandere il tuo network e costruire il tuo personal brand, a seguire una compagnia su Instagram per comprenderne la cultura aziendale. In ogni caso, se non sei attento, i social media possono intralciare le tue opportunità di raggiungere il tuo lavoro ideale.

Molti job seekers sono abbastanza sensibili da non parlare negativamente del loro attuale datore di lavoro, dei colleghi e dei clienti sui social media, ma ce ne sono molti altri, che utilizzano i social in modi disastrosi per la loro ricerca di lavoro.

Secondo Eliza Kirkby, regional director di Hays Australia, uno dei portali di recruitment più importanti al mondo, ci sono 5 errori fatali che un job seeker non può permettersi di commettere.

1 – Informazioni del profilo obsolete.

I tuoi profili social professionali, come linkedIn o Xing, hanno una foto profilo professionale? E che ci dici dei dettagli di conttto o del titolo di lavoro attuale? Se non tieni aggiornate le informazioni di vase del tuo profilo, così come le tue ultime competenze, i progetti e i risultati raggiunti, non stai vendendo bene te stesso.

2 – Il tuo CV non è in linea con il tuo profilo.

Molti candidati vengono scartati dalle shortlist a causa di discrepanze tra ciò che appare sui social media e il CV offline, in particolare per quanto riguarda le date di impiego.

E' vitale che la tua presenza online, il tuo account LinkedIn e le informazioni del tuo CV corrispondano. La discrepanza seppur dovuta a un errore in buona fede, e non è il tentativo di camuffare qualcosa, può indicare poca attenzione ai dettagli o che tendi a fare errori.

3 – Postare materiale inappropriato

E' vero, la privacy ha fatto passi da gigante, ma è sempre meglio considerare che i tuoi post sono sempre e comunque on-line e quindi nulla impedirà a  recruiter e manager in cerca di nuovo personale di trovarli! Se non vuoi che uno di loro veda dei contenuti, semplicemente non postarli!

"Per fare un esempio – racconta la Kirkby –  Ho sentito recentemente la storia di una candidata a cui è stata ritirata l'offerta di direttore del marketing, nel momento in cui il datore di lavoro ha letto alcuni suoi feroci post scritti per aver ricevuto un servizio scadente da parte di un'organizzazione. La candidata aveva utilizzato parolacce e addirittura fatto gli screenshot delle conversazioni"

Invece i social media hanno l'importante compito, per un job seeker, di essere portatori di contenuti positivi che contribuiscono alla costruzione un personal brand forte e coinvolgente. Per esempio, Instagram risulta utile per mostrare le passioni nel tuo settore.

4 – Postare durante le ore di lavoro

Se sei in procinto di fare un colloquio per un lavoro, che ti intervisterà è perfettamente a conoscenza del tuo attuale impiego. Quindi non è proprio a tuo favore, ne momento in cui fanno una ricerca su di te, trovare che fai post personali durante le ore in cui invece dovresti lavorare. Questo comportamento ha come prima conseguenza quello di  sollevare dubbi sulla tua serietà professionale e produttività.

5- Non collegare il tuo profilo a quello dell'azienda troppo presto.

Ovvero, ok a informarti sull'azienda per cui farai il colloquio, leggere gli articoli e i dati disponibili e prepararti per dare il meglio di te, ma c'è una linea sottile tra essere un job seeker entusiasta ed essere uno "stalker"!

Collegare il tuo profilo a quello aziendale, in particolare su LinkedIn, ti fa sembrare presuntuoso e troppo confidenziale. Se ottieni il lavoro, allora certamente è il caso di collegarti, ma fino a quel momento mantieni professionale il tono delle conversazioni e utilizza canali come l'email, o "parla" attraverso il tuo recruiter.

Dunque, conclude Eliza Kirkby, poche semplici regole per non commettere errori che potrebbero costarti il successo in una nuova ricerca lavoro:

I social sono tuoi amici; ricordati di aggiornare le informazioni sui tuoi profili e di allinearle con il CV; mantieni sempre toni professionali nei post e nei commenti; non postare cose personali durante l'orario di lavoro, non essere uno stalker del lavoro e invia una richiesta di collegamento LinkedIn solo a lavoro ottenuto.

Good job search a tutti!!!!

(fonte Hays.com)

4 mosse per costruire la brand loyalty con l’empatia!

Conosciamo tutti il lato commerciale della relazione con i clienti e, nel mondo delle idee, tutti amiamo le contrattazioni a lieto fine.

Ma c’è anche un lato emozionale di gran lunga più efficace e duraturo per qualsiasi attività economica. I clienti si sentono “fedeli” a un brand che amano, quasi come a un amico o alla propria famiglia. Le radici della “fedeltà” (loyalty)  stanno nell’emozione.

Come proprietario di un’azienda o marketer, è necessario il tuo obiettivo sia economico, altrimenti non faresti impresa né marketing, ma altri tipi di attività. La differenza è qualitativa e risiede nella capacità stabilire con i clienti una connessione fatta di emozioni (positive :P) che faccia sentire i tuoi clienti coccolati, che faccia percepire a ognuno di loro un’attenzione particolare. Questa connessione emotiva è ciò che fa crescere e consolidare la brand loyalty.

E quindi? Come fare? Una delle strategie più efficaci è sicuramente quella di sviluppare l’empatia. L’empatia, cioè l’abilità di capire e condividere i sentimenti degli altri, ci aiuta a connetterci con i clienti a livello sentimentale. Come si fa a incontrare i desideri dei clienti se non ci si mette almeno un pochino nei loro panni?

L’approccio empatico del marketing, ti aiuta a sviluppare un livello di comprensione più profondo dei tuoi clienti, e a soddisfare le loro esigenze reali. E questo ha il doppio vantaggio di rendere felice qualcuno e di permettere alla tua azienda di essere vincente.

Noi conosciamo quattro tattiche per sviluppare empatia con i clienti. E oggi le condividiamo con te:

1. Studia e ricerca informazioni circa i tuoi clienti.
Fra social media, recensioni e email di supporto al cliente hai fra le mani una ricchezza di dati che fino a qualche anno fa era impossibile pensare di avere, dati assolutamente da non sottovalutare!
Osserva questi dati per trovare modi di migliorare l’esperienza del cliente e renderla sempre più positiva.

Un esempio? Quiz o questionari, magari con un premio o uno sconto per che li compila, sono ottimi strumenti per ascoltare e farti dire dal cliente di cosa a bisogno e come la pensa.

 

2. Parla con i tuoi clienti!
“Intervistare” le persone che si sono avvicinate alla tua azienda, parlare con loro a telefono e porre domande specifiche sulla loro opinione è il modo più utile non solo per raccogliere dati e informazioni, ma anche per far sentire al cliente quell’attenzione utile a creare la famosa “connessione fatta di emozioni” che porta dall’acquisto occasionale alla brand loyalty.

 

3. Crea la cultura dell’empatia.
La cultura parte dalla testa! Se vuoi che chi lavora con te sia capace di trattare i clienti, sii per primo tu empatico con i tuoi impiegati. Se instilli la cultura dell’empatia e cerchi di comprendere il tuo team, questo genera un effetto cascata anche sui tuoi clienti.

Che il tuo team sia composto da 1 o da 100 persone, è di fondamentale importanza stabilire e insegnare il tono e le modalità per la comunicazione con il cliente, a partire dal linguaggio che si utilizza nelle conversazioni. Mettersi “in ascolto” e far capire al cliente che davvero comprendiamo quali sono i suoi problemi e le sue esigenze è il mood giusto.

 

4. Diventa il cliente.
Mettersi letteralmente nei panni del cliente, riuscire a trovare il modo di sperimentare la stessa esperienza che una persona fa quando si avvicina alla tua azienda, porsi costantemente in discussione e in gioco, tutto ciò è fondamentale per lo stesso unico motivo: raggiungere una consapevolezza profonda e stabilire una relazione fatta di comprensione ed emozioni. Questo è il segreto della brand loyalty!

 

(fonte blog.mailchimp.com)

Modern University: Iscrizioni aperte all’Unibas!

Alzi la mano chi di voi non ha mai visto questa serie!  😁

L’Unibas apre le iscrizioni alle future matricole con una campagna pubblicitaria divertente in cui protagonisti in prima linea sono gli studenti dell’Ateneo. #HoSceltoUnibas, sono tanti i buoni motivi per studiare in Basilicata: un Ateneo inclusivo, “su misura” in cui gli studenti non sono solo numeri di matricola, moderno, attrezzato e circondato da risorse naturali, storiche e architettoniche – tra cui Matera, Capitale della Cultura per il 2019 – che ne fanno un “laboratorio a cielo aperto”. Alla base anche i dati forniti da Almalaurea, secondo cui il 91% dei laureati nell’Unibas ha dichiarato di essere soddisfatto del corso di studi frequentato e del rapporto con i docenti.

Diversi i corsi con accesso a numero programmato che vi consigliamo di non farvi sfuggire, quindi occhio alle date e in bocca al lupo!

 

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