Il bisogno di stare insieme

Le donne, oggi più che mai, hanno bisogno di stare insieme.

Unirsi, confrontarsi, raccontarsi e fare di questo un punto di forza.

Il bisogno di stare insieme è facilitato dai social network e in questi luoghi virtuali incontriamo e conosciamo storie di donne alle quali ispirarci e con le quali crescere, professionalmente e umanamente, insieme.

Quotazione in borsa? Sì, se nel cda c’è almeno una donna

Diversity Management? Sì, se nel cda c’è almeno una donna

Questo è quanto ha detto David Solomon, AD della banca d’investimento Goldman Sachs.

E non si tratta solo di un claim! La società, infatti, ha anche avviato un’iniziativa globale che promuove la crescita economica fornendo alle donne imprenditrici di tutto il mondo una formazione imprenditoriale e manageriale, mentoring e networking e l’accesso al capitale.

Career Leadhers, per iniziare l’anno ispirate

Ispirazioni di inizio anno: Career Leadhers!

La Community con oltre 11.000 donne che non sono mai stanche di crescere e migliorare.

Il payoff recita così “BUILDING SUCCESS TOGETHER” e ci trovi questi temi

Comunicazione, Leadership, New Jobs, Produttività, Mindset, Storie di Donne di Successo.

La sua fondatrice è Federica Segato, giovane, italiana, donna.

In una intervista a Digital Combat Academy ha raccontato la genesi di questo progetto e molto altro.

“Ho iniziato a scrivere su LinkedIn la rubrica di storie di donne di successo circa un anno fa. Con il passare dei mesi ho cominciato a notare che si stava formando una vera e propria Community intorno ai miei post e quindi mi sono detta: perché non riunire tutte le donne che mi seguono in un unico luogo, dove possano aiutarsi e crescere professionalmente, discutendo di vari temi legati al mondo del lavoro? Ed è nata così Career Leadhers. Nel gruppo parliamo di vari topic: dal mindset, al time management, al personal brand. Si sta formando una realtà davvero arricchente, essendoci un convergere di punti di vista a volte molto diversi fra loro”.

E quello che io amo di più è “Storie di Donne di Successo”, mi iscrivo alla newsletter e faccio richiesta di iscrizione al gruppo Facebook. Ps: Iscriviti anche tu!

E cosa ci trovo? Storie, storie, storie. Storie che sono ispirazioni al femminile di inizio anno e non solo.

Ogni mese una storia tramite la newsletter e nel gruppo Facebook sondaggi, spunti e idee ma la cosa, a mio avviso, più interessante è la possibilità di networking.

E, ancor più interessante, è la possibilità di essere una vera ispirazione per le quasi 11.500 donne che popolano il gruppo: ogni mese viene inoltre scelta la storia del mese di uno dei membri della community che verrà raccontata nel gruppo e nella newsletter.

Iniziare l’anno ispirate è quello che serve per creare connessioni e darsi opportunità di crescita!

Maria Canabal, donne e cucina

Donne e cucina, il più banale degli stereotipi?

Ebbene? No!

Sembra che la cucina sia il regno delle donne.

Quante di voi possono vantare mariti e compagni che sanno cucinare?

E, sopratutto, da oltre un anno con la nostra rubrica Hello Girls proviamo a dar voce all’altra metà del cielo!

Ma… c’è sempre un ma…anche in cucina!

Nonostante siamo – pare – depositarie della tradizione gastronomica di ogni sperduto angolo del mondo, curiamo e amiamo la cucina, quante sono le donne che brillano nel firmamento dell’alta cucina?

Com’è possibile, quindi, che i grandi chef stellati siano quasi tutti maschi?

E allora chi è Maria Canabal?

Gastronoma franco-spagnola, giornalista e soprattutto fiera femminista.

Il punto è: dare potere alle donne nel mondo della gastronomia.

Ovvero creare un network mondiale in cui le donne siano finalmente protagoniste e far sì che anche in questo settore la gender equality diventi piano piano – ma non troppo – realizzabile.

Ed è per questo motivo che Maria Canabal ha pensato di dare vita al Parabere Forum.

Ma cos’è questo Forum e che obiettivi ha?

“PARABERE è una piattaforma internazionale indipendente che presenta le opinioni e le voci delle donne sui principali problemi alimentari.

PARABERE si impegna a migliorare lo stato della gastronomia, del cibo, della nutrizione e dell’agricoltura coinvolgendo leader in vari campi, dalle imprese e dal mondo accademico alle questioni politiche e sociali. Distribuendo l’esperienza e l’esperienza delle donne in tutte le generazioni e aree geografiche, offre discussioni pratiche su come superare le barriere e creare nuovi orizzonti e opportunità, sia a livello locale che globale, nonché un dibattito approfondito e innovativo su idee importanti.

PARABERE promuove anche il progresso delle donne in tutto il mondo attraverso le reti aziendali e sociali.”

E al motto di #empoweringwomen questo è il nostro augurio per oggi, domani e per ogni giorno a venire!

Direzione Asia, siete pronti?

BORSE DI STUDIO IN GIAPPONE PER LAUREATE INTERNAZIONALI

La Japanese Association of University Women, un’associazione di donne universitarie giapponesi, offre borse di studio a studentesse internazionali con l’obiettivo di permettere a giovani ricercatrici e laureate di trascorrere un periodo di 4 o 6 mesi in un istituto di ricerca in Giappone.
 

REQUISITI

  • essere donne (non giapponesi)
  • avere meno di 45 anni 
  • essere in possesso di diploma di master o superiore
  • aver ottenuto consenso presso istituto/università dove si ha intenzione di svolgere le ricerche
PERIODO DELLA BORSA: da ottobre 2019 a marzo 2020

SCADENZA: 31 MARZO 2019 – INFO
 
 
 
 
BORSE DI STUDIO PER MASTER O DOTTORATO IN COREA
 
Il Ministero dell’Istruzione, delle scienze e della Tecnologia della Corea del Sud, mette a disposizione delle borse di studio per master e dottorati, a cui possono accedere anche gli studenti italiani.  
 REQUISITI 
  • avere al massimo 40 anni entro il 1 settembre 2019
  • laurea triennale per richiedere la borsa per il master
  • laurea specialistica per richiedere la borsa per il dottorato
  • sono ammessi coloro che otterranno il titolo entro il 31 agosto
LINGUA RICHIESTA: coreana o inglese
OFFERTA
  • Tutti i campi di ricerca sono accettati, con preferenza per le scienze naturali e l’informatica.
  • 24 mensilità per il Master
  • 36 mensilità per il Dottorato.
  •  I corsi sono preceduti da 12/18 mesi di corso di lingua coreana, salvo per i candidati in possesso di certificato di attestazione della conoscenza della lingua coreana TOPIK livello 5 o 6
  • importo mensile è di circa 750 euro più diversi benefit tra cui biglietto aereo andata-ritorno, tasse universitarie, spese per il corso di lingua, spese per rilegatura tesi finale etc.
 DATA INIZIO BORSA: 1 settembre 2019 (entrata in Corea tra il 23 e il 27 agosto 2019)  
CANDIDARSI ENTRO VENERDÌ 8 MARZO 2019 – INFO

Creative Speed Up è donna!

L’imprenditoria femminile sarà al centro del primo Creative Speed up!

Ve ne abbiamo già parlato in diverse occasioni ma oggi vogliamo raccontarvi un piccolo retroscena.

Abbiamo ricevuto decine di candidature per il primo Creative Speed Up e ormai la selezione è fatta, aspettiamo solo che arrivi il 19 marzo per cominciare ma c’è un dato importante che desideriamo condividere con voi:

Il primo Creative Speed Up è donna!

Ovvero?

Ben 11 dei 15 selezionati sono donne che arriveranno da tutta Italia a Matera per accelerare la loro idea imprenditoriale.

Le idee proposte sono stupende e spaziano dall’artigianato artistico all’architettura, dai servizi museali al turismo esperienziale.

Quel che sappiamo è che l’imprenditoria femminile è in forte espansione e questo dipende da molteplici ragioni che vanno dagli incentivi all’imprenditoria alla voglia di rimettersi in gioco dopo la maternità senza escludere il desiderio di esprimere se stesse e la propria creatività.

Ora non ci resta che iniziare, voi potrete seguirci e scoprire chi sono le meravigliose donne che faranno parte di questo progetto!

 

 

#SocialGnock – un bar virtuale per donne reali

Ho scoperto questo gruppo Facebook di recente e me ne sono follemente innamorata.

Ci trovo dubbi amletici e sogni nel cassetto, richieste che rasentano la follia e risposte a quesiti di vario genere.

É quel luogo che vorresti avere sotto casa, un bar, dove andare in pigiama appena sveglia o appena rientrata dal lavoro per farti uno spritz con le amiche e sapere che c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltarti!

Ma cos’è #SocialGnock?
#socialgnock è una community fatta di donne che per lavoro o divertimento vivono quotidianamente la folle vita dei social network. Tra un pin e un tweet, un post e un tag #socialgnock è una vera e propria piazza dove potersi ricaricare e farsi semplicemente una risata, potersi raccontare in completo relax (dal tacco all’infradito) e naturalezza (niente photoshop). Siamo le nuove “comari del web”, ci piace parlare e condividere con rispetto ciò che pensiamo e viviamo, con chi incontriamo con una consapevolezza: tu non ti senti #socialgnock, tu sei #socialgnock da sempre (solo che fino a oggi non lo sapevi!).

Le regole di ingaggio sono precise e rispettatissime, come è giusto che sia in un gruppo Facebook che conta più di 8.000 membri e se qualcosa non va arriva il #teamciao – sempre per mantenere alta la simpatia – e “zanzan” al tuo post!

Ci ho ritrovato tante donne fantastiche: amiche, ex-colleghe dell’università, colleghe di lavoro e web-amiche, mamme e single incallite, professioniste affermate e aspiranti tali; tutte accomunate da un’unica passione.

L’altra cosa interessante è che in questo gruppo non ci sono giudizi né insulti, come spesso capita in altri, ma ogni cosa si accoglie e si condivide e tutte sono pronte a dare consigli e spunti utili e a mettere a disposizione la propria rete di contatti.

Insomma, #socialgnock è un po’ il gruppo Whatsapp che non devi silenziare, anzi!

[Immagine cover del gruppo Facebook realizzata da Marlene Miele]

 

 

 

Tutte le donne del mio 2017

Oggi compio 33 anni e ogni anno mia mamma, mentre prepara la mia torta, racconta di quanto nevicava quel 26 dicembre e io ogni volta mi emoziono e faccio un resoconto di quello che l’anno appena trascorso ha portato, tolto, cambiato.

Quest’anno sono successe tante cose di cui essere felice e grata.

Ma la cosa più importante di questo 2017 è stato scoprire quanto valore hanno le persone che mi circondano, in particolar modo le donne che fanno parte della mia vita.

Mi sento così fortunata di aver incontrato donne forti e coraggiose, timide ma tenaci, schive e caparbie.

A quelle che hanno bimbe ribelli

A quelle sognano di averne

A quelle che pianificano viaggi avventurosi

A quelle che sognano in grande

A quelle che cercano la strada per essere felici

A quelle che prendono il coraggio a piene mani

A quelle che seppure hanno paura non si tirano indietro

A quelle che lavorano duro

A tutte le donne che conosco voglio dire grazie, grazie per non mollare mai.

Ilaria Del Monte, il magico dentro e fuori di noi

Ilaria mi accoglie nel suo studio colorato con il suo solito sorriso e un caldo bagliore negli occhi.
Ilaria la conosco da molto tempo, siamo cresciute nello stesso paese, abbiamo abitato nello stesso quartiere e abbiamo molti amici in comune. Nel suo studio, arredato da una libreria viola piena di libri, dal suo computer, da alcuni dei suoi ultimi quadri, da un carrello pieno di tubetti di colori usati, da una uccelliera vuota, ciò che attrae la mia attenzione è un angolo in cui la sua splendida bambina ha lasciato le impronte delle sue piccole mani. Quella di Delia sarà una delicata presenza-assenza che ci accompagnerà durante la nostra chiacchierata.
Ilaria ha 35 anni e vive tra Milano e Matera, si è formata all’accademia di Brera, ha all’attivo una lunga serie di personali e collettive di portata nazionale. Insieme ad altre artiste italiane contemporanee si inserisce in una corrente artistica tra il surrealismo e il realismo magico.
Mentre si racconta mi colpisce il suo tono di voce lento e basso, denota profondità di pensiero, una certa timidezza, educazione, riservatezza, eppure anche una grande libera consapevolezza mista a dolcezza.
Discutiamo amabilmente per più di due ore, e scopriamo di avere molti interessi in comune, dagli studi di bioenergetica di Lowen a quelli di psicomagia di Jodorowsky. Parliamo di radici, della suggestione di alcuni elementi apparsi nei suoi sogni e inseriti poi in alcuni dei suoi quadri. Mi racconta di sé, della sua vita e in molti frangenti ridiamo, discutendo sull’esistenza delle nostre vite passate e su altre amenità.
Le domando dove affondano le radici della passione per la pittura e la vena surrealista.

“In realtà siamo nate insieme, nel senso che quando ero piccola l’unica cosa che mi piaceva e che mi appassionava e su cui spendevo proprio i pomeriggi e le giornate è stato sempre disegnare, quindi questo i miei l’hanno capito subito e mia mamma l’ aveva capito sin da quando ero piccola piccola che dovevo fare un’attività affine alla creatività, manualità , etc, finchè poi a sei anni mi ha iscritta a pianoforte. Sono andata avanti studiando la musica, studiando cinque ore al giorno gli esercizi, e li impari un po’ la dimensione solitaria del costruire un pezzo musicale, che ti devi dedicare insomma, studiare pianoforte e superare gli esami al conservatorio per un undicenne, un dodicenne è dura, veramente dura, soprattutto se vorresti stare in strada a giocare con i tuoi amici in quel momento. Poi finalmente ho deciso di ribaltare la mia esistenza e verso i 15 anni, ho lasciato il conservatorio , ho comprato i colori ad olio, come avevo desiderato sin quando ero più piccola. Ho fatto pace con Ilaria infante, con Ilaria bambina e ho iniziato a dipingere e la soddisfazione che avevo nel vedere piano piano il dipinto che si creava, ma anche copiando opere di altri, era immensa per me. Ho completamente lasciato la musica che ringrazio. É la musica che ti aiuta ad avere un dialogo interiore con la parte più sensoriale di te e più poetica anche, è un linguaggio proprio a parte, e questo emerge ogni volta che lavoro. Successivamente ho imparato che dipingere poteva essere il mio lavoro, effettivamente non avevo allenato nessuna altra facoltà lavorativa. Quello che mi piaceva era dipingere e per fortuna sono nata in una famiglia che ha sempre sostenuto e sponsorizzato questo percorso. Non ho mai sentito una parola contraria.
Anche io sono genitore e credo sia molto importante che i bambini sappiano da subito che sono indipendenti e che possono fare le loro scelte, sostenerle nel tempo e scegliere da soli cosa fare. Quella di scegliere per se stessi è una facoltà che va allenata.”

Le chiedo se vivere qui in Basilicata ha sviluppato ancora di più la vena surrealista del suo lavoro.

“Si, secondo me affonda le radici qui, nell’essere cresciuta in queste zone. Per quanto le nostre comunità abbiano una vena fortemente cristiana, mantengono qualcosa della civiltà precedente legata ai miti e anche alle divinità greche, al politeismo, al rispetto per le forze naturali, alla dinamica anche magica che regola la vita della gente e che un po è negativo perché si tende a dare la responsabilità della propria vita e della proprie azioni a qualcosa di altro, ad influenze esterne, e di contro è un aspetto positivo perché popola di superstizione e magia le esistenze da queste parti.”

Le domando se c’è una difficoltà nel conciliare il lavoro d’artista e l’essere madre. E le chiedo cosa consiglierebbe a donne che sono madri e che hanno un talento artistico.

“Anche ora che ho la bambina che è una idrovora di energie, il sostegno dei miei genitori è fondamentale. Sarebbe stato molto difficile continuare a dedicarmi al mio lavoro se loro non ci fossero.
Non penso che una figlia voglia che la propria madre sia frustrata. Un figlio felice ha una madre felice e realizzata. Se devi rinunciare a tutto perché sei madre prima o poi questa cosa si riflette nel rapporto con tuo figlio.
Soprattutto quando arrivano a 12/13 anni e vogliono la loro indipendenza emotiva, poi tu che fai, vai in depressione perché hai riversato tutte le tue energie dentro la loro crescita?
Invece i figli ti accompagnano nella crescita artistica, quello che ho notato diventando mamma, e non avevo preventivato di diventarlo, è che la maternità ti apre delle porte emotive che prima non pensavi di poter esplorare. Mi dispiace per chi non ha fatto ancora fatto questa esperienza di vita. Nasce un altro mondo, più sensato. La vita con dei figli ha molto più senso. Penso a Marina Abramovic che ha dichiarato di aver dovuto affrontare tre aborti voluti per arrivare dove è arrivata, perché pensava che i figli non le avrebbero permesso di diventare l’artista che è . E penso invece a Louise Bourgeois che aveva tre figli e il suo lavoro mi pare molto più sensato. Che consiglio dare? Posso dare solo il cattivo esempio.”

Le domando infine cosa la ispira.

“Ascoltare le storie delle persone sulla loro vita. Mi capita spesso di ascoltare racconti su esistenze paradossali.”

Credo che tornerò presto nello studio di Ilaria, ascoltarla ispira me.

[ph. © Francesca Zito]

 

Della necessità di guardare la realtà con curiosità

Ci sono parole che più delle altre possono spiegare il coinvolgimento di quello che facciamo in un dato momento della vita.

Una parola che mi accompagna da sempre, e che continuamente rispolvero è la parola curiosità.

Cu-Rio-si-tà, voglia di accrescere il proprio sapere o la propria esperienza; piacere del conoscere indiscrezioni o bizzarrie, storie, persone, materie, discipline, luoghi, popoli, cose nuove insomma.
Dal latino “cura”, la curiosità è la tensione più fertile nell’universo e prende il nome da una sollecitudine che nasce da un presente senso della vita, vissuta coltivando, orizzonte negli occhi, qualcosa che aneli al senso di un cammino personale o professionale. Che poi se ci pensiamo bene la curiosità è sempre il motore di qualche cambiamento.

Senza la cura delle nostre passioni renderemmo sterile, vuoto e senza prospettive il nostro tempo.
Io, della curiosità, ne farei una materia da studiare a scuola. Come avere curiosità, come farla nascere, come coltivarla e indirizzarla.

Che cosa ci faccio nel gruppo #HelloGirls?

Curiosa doc sono qui grazie a Stefania, e insieme a Cia e Roberta voglio condividere alcune passioni diventate con il tempo esperienza, relazioni e conoscenza, sperando, che la condivisione possa diventare una scintilla per la crescita dell’entusiasmo intorno ad una materia creativa .
Oggi tento di porre una domanda che spero possa sollecitare la risposta di chi ci legge.

Da cosa nasce la necessità di guardare il mondo da dietro al mirino di una macchina fotografica?

Tra le cose che mi affascinarono di più quando iniziai a fotografare ci fu scoprire che il significato etimologico della parola Fotografia era “scrivere con la luce”. La fotografia è un oggetto di Arte: testo della realtà e della sua interpretazione; traccia e impronta del reale e della luce; taglio, porzione e istante della realtà. Interpretazione e sogno. Segno, simbolo e linguaggio.
Il linguaggio fotografico ha un codice visivo molto simile a quello dell’immagine pittorica, ma si distingue da questa caratterizzandosi per l’inquadratura, il punto di vista, la conoscenza e l’utilizzo della luce, segni che più degli altri determinano l’espressività e l’estetica di una foto.
Tra tutte le artiste fotografe che amo, Anka Zhuravleva è sicuramente quella più dotata di capacità immaginifica. Ve la presento e cerco di incuriosirvi, spronandovi a cercare la sua storia. In modo sorprendente rende un’emozione o un sogno, vero e reale. Russa di nascita e portoghese di adozione, ha talento e sensibilità incredibili. Attraverso il suo lavoro definisce e racconta paesaggi interiori surreali, cattura bellezza e mondi interiori che non riescono a parlare con le parole ma che solo le immagini regalano. Nella perfetta costruzione dei suoi scatti non si può non rimanere estasiati e calarsi nelle sue storie incantevoli che rapiscono la nostra fantasia.